Ciao!

questa è "Minuti di Politica", la newsletter che ogni settimana prova a spiegare un concetto politico e a mostrarne le conseguenze nella realtà di oggi — con un linguaggio semplice, ma senza rinunciare alla profondità.

Minuti di Politica” segue sempre la stessa struttura: una citazione per introdurre l'argomento, la parola - un concetto per cominciare, poi l’Italia e infine il mondo.

In questo numero parleremo dell’anti-autoritarismo attraverso la celebre e sfortunata storia di due italiani emigrati negli Stati Uniti per cercare la felicità; proseguiremo poi analizzando tre pilastri attraverso cui si crea e perpetua l’oppressione. Vedremo due figure che hanno dedicato la loro vita alla lotta contro l’autoritarismo: un italiano, nato in Campania, che ha girato tutto il mondo e una donna nata nell’impero russo ma che ha trascorso gran parte della sua vita da attivista negli Stati Uniti d’America.

Buona lettura e grazie a chi ha deciso di dedicare anche pochi minuti, ben spesi, per la politica!

La citazione

Certo bisogna farne di strada
Da una ginnastica d'obbedienza
Fino ad un gesto molto più umano
Che ti dia il senso della violenza
Però bisogna farne altrettanta
Per diventare così coglioni
Da non riuscire più a capire
Che non ci sono poteri buoni

Fabrizio De André - Nella mia ora di libertà

La parola

Anti-autoritarismo

Il "Sogno Americano" è una delle narrazioni più evocative della storia moderna. L'idea che gli Stati Uniti fossero il posto in cui chiunque potesse liberarsi dalla miseria con il duro lavoro, ha agito come un magnete irresistibile. Tra il 1865 e il 1915, un fiume di 26 milioni di anime si riversò dal Vecchio al Nuovo Continente, dall'Europa all'America1.

Tuttavia, per chi sbarcava negli Stati Uniti provenendo dall'Europa sud-orientale, il sogno assumeva presto i contorni di un incubo industriale. Circa 4 milioni di questi migranti erano italiani. Venivano trattati come dei reietti: cattolici in un impero protestante, non anglofoni e spesso poco istruiti. Erano, per il capitale americano, semplice "carne da lavoro".

Gli Stati Uniti erano "The land of opportunities", la terra delle opportunità, che però non erano uguali per tutti: immense per i padroni, minime per la manodopera. I migranti accettavano lavori massacranti, turni infiniti e salari da fame, vivendo in baracche sovraffollate. Proprio la loro disponibilità al sacrificio scatenava l'odio di chi abitava nel nuovo continente già da un po'.

In questa massa di disperati, c'erano due uomini arrivati negli Stati Uniti alla ricerca della felicità. Non erano poverissimi, come la maggior parte dei migranti, ma il nuovo continente li aveva affascinati con la promessa di una vita migliore. Ferdinando Sacco, pugliese, lavorava in un calzaturificio; Bartolomeo Vanzetti, piemontese, dopo aver svolto tanti mestieri, vendeva pesce con un carretto. Non si erano conosciuti in Italia, ma in terra americana. Entrambi leggevano Cronache sovversive, la rivista anarchica di Luigi Galleani2 e le loro strade si incrociarono proprio durante un incontro che egli aveva organizzato. Lo stesso incontro in cui Galleani invitò coloro che si ispiravano agli ideali anarchici a rifiutare la chiamata alle armi.

Il contesto storico è decisivo per capire il loro destino. Erano gli anni della Prima Guerra Mondiale e il governo USA aveva imposto la leva obbligatoria anche per chi, come Sacco e Vanzetti, non era cittadino americano. La guerra aveva anche alimentato tensioni sociali come la "Red Scare", la paura rossa. Infatti, la Rivoluzione d'Ottobre in Russia aveva terrorizzato l'establishment americano: se i lavoratori avevano preso il potere a Mosca, potevano farlo anche a New York? La risposta del governo degli Stati Uniti e del loro procuratore generale Alexander Palmer fu una durissima caccia alle streghe contro gli anarchici e i comunisti: i cosiddetti Palmer Raids.

Sacco e Vanzetti, ispirati da Galleani e fedeli all'idea che non si può morire per uno Stato, scelsero la diserzione e fuggirono in Messico. Al loro ritorno, a guerra finita, erano uomini segnati. Non erano più solo immigrati poveri; erano "nemici interni".

Quando due calzaturifici vennero rapinati, le forze dell'ordine cercarono i colpevoli tra i sovversivi comunisti e anarchici e Sacco e Vanzetti furono arrestati. Nonostante avessero alibi confermati da testimoni, il capo della polizia locale, Michael Stewart, accecato dal pregiudizio razziale decise che dovevano essere loro i colpevoli, in quanto italiani e anarchici.

Il giudice e la giuria, influenzati dal clima di nevrosi della "Red Scare", trasformarono il processo in un giudizio politico. Anche quando Celestino Madeiros, membro di una gang, confessò di essere l'autore delle rapine scagionando i due italiani, il governo decise che dovevano punire loro per educare tutti gli altri.

Se la giustizia americana avesse ammesso il proprio errore, avrebbe confermato che i "sovversivi" avevano ragione a diffidare della giustizia borghese. Madeiros, Sacco e Vanzetti furono giustiziati sulla sedia elettrica non per ciò che avevano fatto, ma per ciò che rappresentavano: il rifiuto dell'autorità costituita.

Una definizione di anti-autoritarismo

Usiamo la parola "potere" in varie accezioni. C'è il "potere di fare" (la capacità, l'abilità tecnica o intellettuale) e c'è il "potere su qualcuno". L'anti-autoritarismo non contesta la competenza, ad esempio il potere dell'architetto di progettare una casa o quello del muratore di costruirla, ma contesta radicalmente il potere coercitivo. L'anti-autoritarismo è l'universale condanna di ogni forma di autorità coercitiva, che si basa sulla possibilità di costringere, forzare, inibire o limitare le azioni altrui attraverso la forza o la minaccia della forza3.

Sacco e Vanzetti si opponevano allo Stato e al monopolio dell'uso della forza. Secondo la visione anarchica, lo Stato non è un arbitro imparziale sopra le parti, ma il "cane da guardia" dei privilegiati. Attraverso due strumenti fondamentali, la legge e il diritto di proprietà, lo Stato sottrae alla collettività il frutto del lavoro comune e lo consegna a una ricca e potente minoranza.

Kropotkin, il "principe anarchico", spiegava questa dinamica in La scienza moderna e l'anarchia4. Per lui, lo Stato moderno usa tre pilastri per conservare e perpetuare l'oppressione, il potere e l'autorità sui più deboli:

  1. Il sistema punitivo: Come dimostra la sedia elettrica per Sacco e Vanzetti, la legge serve a scoraggiare il dissenso. La punizione non è riabilitativa, è esemplare. Serve a ricordare chi detiene il monopolio dell'uso della forza.

  2. Il sistema fiscale (Le tasse): Per un anti-autoritario, per un anarchico, la tassa è un furto legalizzato. Con l'avvento della produzione industriale, la produttività del lavoratore è aumentata a dismisura, eppure la sua condizione di vita non è migliorata in proporzione. Dove finisce il risultato di questo incremento di produttività? Nelle tasche dei padroni e nelle casse dello Stato. Questo meccanismo non è diverso dal feudalesimo: il servo della gleba lavorava per il signore, l'operaio moderno lavora per pagare tasse che finanziano la polizia che lo arresta se sciopera.

  3. Il patriottismo e il militarismo: Lo Stato usa il concetto di "Patria" per mascherare gli interessi economici. "Sotto il mantello del patriottismo," scriveva Kroptokin del tempo, "lo Stato usa l'esercito per sottomettere nuove popolazioni allo sfruttamento." Le guerre non sono mai combattute per gli interessi dei soldati che muoiono al fronte, ma per i banchieri e gli industriali che forniscono le armi. Rifiutare la guerra, come fecero Sacco e Vanzetti, è il supremo atto di anti-autoritarismo perché rompe l'incantesimo del "morire per la Patria".

Italia

Dalla Campania al mondo

L'Italia ha dato i natali a una delle figure più lucide e avventurose dell'anti-autoritarismo: Errico Malatesta.

Nacque in provincia di Caserta da una famiglia benestante (probabilmente un ramo decaduto dei nobili Malatesta), a 14 anni diventò un seguace di Mazzini. La sua esistenza fu un continuo viaggio: Belgio, Francia, Egitto, Argentina, Londra, sempre braccato dalle autorità. A Londra, conobbe Kropotkin, con cui organizzò il congresso anarchico del 1881. Malatesta non fu solo un uomo d'azione, ma anche di pensiero.

Nell'opera Anarchia5, Malatesta affronta di petto il problema concettuale e politico della parola "Anarchia". Per secoli, l'istruzione (controllata dallo Stato) e la religione (controllata dalla Chiesa) hanno insegnato che l'autorità è necessaria. Hanno convinto gli uomini che, senza un capo, la società sprofonderebbe nel caos. Di conseguenza, la parola "Anarchia" (che letteralmente significa solo assenza di governo) è diventata nell'immaginario comune sinonimo di disordine, violenza e confusione.

L'autorità è un'abitudine. Come un animale nato in cattività crede che la gabbia sia la sua casa, così i cittadini credono che il Governo sia la società. Come gli schiavi hanno creduto che vivere in catene fosse l'unica condizione dell'esistenza, così i lavoratori credono che l'unico modo di vivere sia quello al servizio di un padrone. Così, di generazione in generazione, gli uomini e le donne si sono convinti che lo Stato sia uno strumento indispensabile per la vita in comune.

Lo Stato è quella specifica sovrastruttura di istituzioni (polizia, magistratura, esercito, burocrazia) che sottrae al popolo la gestione dei propri affari per affidarla a una minoranza.

Questa minoranza fa le leggi a vantaggio di se stessa, o della classe economica che la sostiene. Per Malatesta, essere anti-autoritari non significa essere contro l'organizzazione. Anzi, l'anarchia è la forma più alta di organizzazione perché si basa sulla collaborazione. La proposta politica dell'anarchia è cristallina: non si tratta di cambiare il governo (passare dalla monarchia alla repubblica, o dalla destra alla sinistra), ma di abolire il principio stesso che qualcuno abbia il diritto di comandare su un altro. Secondo le parole di Malatesta:

L'essenziale è questo: che si costituisca una società in cui non sia possibile lo sfruttamento e la dominazione dell'uomo sull'uomo.

Mondo

Emma la rossa

L'anti-autoritarismo è anche un'esperienza vissuta sulla propria pelle, spesso fin dalla giovane età. Come nel caso di Emma Goldman.

Nata nell'attuale Lituania, che all'epoca faceva parte dell'impero russo, Emma conobbe l'autorità nella brutalità zarista e nella violenza subita dalle donne intorno a lei. Fin da ragazzina, sviluppò un'istintiva solidarietà per gli oppressi, rubando spiccioli ai genitori per darli alle servitrici cacciate di casa 6.

A 17 anni, andò negli Stati Uniti con la sorella. Come per Sacco e Vanzetti, anche per lei l'America doveva essere la "terra della libertà". E, come per loro, l'impatto con la realtà fu brutale. Trovò lavoro in una manifattura di abiti a Rochester. Il suo salario era di due dollari e mezzo a settimana. Le condizioni erano disumane: le macchine da cucire non avevano motore; infatti, erano le donne a dover azionare i pedali tutto il giorno, finendo la giornata con le gambe gonfie e la schiena spezzata, sottoposte alle continue molestie dei capi reparto.

Ma l'evento che trasformò Emma Goldman da semplice lavoratrice sfruttata a "Emma la Rossa", la donna più pericolosa d'America, accadde nel 1886: i fatti di Haymarket.

A Chicago, gli operai scioperavano per la giornata lavorativa di otto ore, una richiesta oggi banale, ma allora era rivoluzionaria. Durante un comizio pacifico a Haymarket Square, qualcuno lanciò una bomba. La polizia aprì il fuoco sulla folla. Non si scoprì mai chi lanciò la bomba, ma lo Stato colse l'occasione per decapitare il movimento anarchico. Otto leader sindacali e anarchici furono arrestati. Il processo fu una farsa, simile a quello che avrebbero subito decenni dopo Sacco e Vanzetti. Quattro di loro furono impiccati.

L'anti-autoritarismo della Goldman era, se possibile, ancora più radicale di quello dei suoi colleghi maschi. Lei estese la lotta contro l'autorità dal piano economico a quello privato e sessuale. Attaccò il matrimonio7 come istituzione economica in cui la donna scambia sesso e servizi domestici per mantenimento e protezione. Attaccò la chiesa8 . Attaccò il puritanesimo9 che impediva l'accesso ai contraccettivi. Per Goldman, la libertà doveva essere totale: libertà dal padrone in fabbrica, libertà dal governo nella società, e libertà dal marito e dai pregiudizi in camera da letto.

Quando, anni dopo, Sacco e Vanzetti furono condannati, Emma Goldman era già stata deportata dagli USA in Russia (e poi in Europa) a causa delle sue idee.

Chi sono

Mi chiamo Stefano Salvatore, sono di Bari e vivo e lavoro a Milano, non per scelta, ma per amore. Faccio un lavoro di quelli che non si riescono a spiegare ai nonni che riguarda l'associazionismo, la politica e l'innovazione. Ho iniziato ad appassionarmi alla politica tra i banchi di scuola, leggendo i giornali che distribuivano gratis in classe e in una sezione di partito a Bari Vecchia.

Spero che questa newsletter ti sia piaciuta! Se hai qualche consiglio, suggerimento o ti piacerebbe un argomento da approfondire, scrivimi a [email protected]

Se la newsletter ti è piaciuta, inviala a un/una amico/a o iscriviti qui

Note

1 Tudini, Flavia, Sacco e Vanzetti: caso giudiziario o affaire?Diacronie [Online], N° 14, 2 | 2013, documento 4, online dal 01 agosto 2013, consultato il 07 dicembre 2025. URL: http://journals.openedition.org/diacronie/160; DOI: https://doi.org/10.4000/diacronie.160

2 Per la ricostruzione della storia di Sacco e Vanzetti mi sono rifatto a Nova Lectio La storia di Sacco e Vanzetti, anarchici italiani. Canale Youtube. URL: https://www.youtube.com/watch?v=Mrosm_5yaEg. Consultato il 07 dicembre 2025

3 McLaughlin, p. 43; cf. P. Marshall, Demanding the Impossible: A History of Anarchism (London: Harper Collins, 1992), p. 45. In Jun, Nathan, Anarchism and Political Modernity, pp.111 e seguenti.

4 Kropotkin, Pëtr Alekseevič. La scienza moderna e l'anarchia. Liber Liber, URL: https://liberliber.it/autori/autori-k/petr-alekseevic-kropotkin/la-scienza-moderna-e-lanarchia/. Consultato 07 dicembre 2025.

5 Malatesta, Errico. Buon senso e utopia. Liber Liber, URL: https://liberliber.it/autori/autori-m/errico-malatesta/lanarchia/

6 Goldman, Emma, Anarchia, Femminismo e altri saggi. Robin Book 2024.

7 Ibidem p.130

8 Ibidem p.101

9 Ibidem p.120

Reply

Avatar

or to participate

Keep Reading