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bentornati su "Minuti di Politica", la newsletter che in ogni numero racconta un concetto politico e il suo impatto sulla realtà, con un linguaggio semplice e senza rinunciare alla profondità.

Minuti di Politica” si apre con una citazione per introdurre il concetto politico, prosegue con una definizione e si chiude con due esempi, due applicazioni dello stesso: uno sull’Italia e l'altro su un altro paese.

In questo numero parleremo di legami partendo da Enea, l'eroe pio, o compassionevole diremmo oggi, legato alla patria, a suo padre, al figlio, alla moglie e agli dei del focolare. Proseguiremo con l'importanza e il potere dei legami in politica e ne vedremo tre applicazioni pratiche: due relative al Risorgimento italiano e una legata alle origini della Francia.

Buona lettura e grazie a chi ha deciso di dedicare anche pochi minuti, ben spesi, per la politica!

La citazione

Affrèttati, padre mio, poniti sulle mie spalle,

io ti sosterrò, per me questa non sarà fatica.

Dovunque volgerà la sorte, uno e comune sarà il pericolo,

una sola per tutti la salvezza. Qui al mio fianco

stia il piccolo Iulo e a qualche passo mi segua Creusa. [...]

Tu nelle tue mani, padre, reggi le immagini sacre e i Penati.

A me, reduce da questa guerra, dalle stragi recenti,

non è lecito toccarli, se prima nella corrente di un fiume

non mi lavi

Virgilio - Eneide, Libro II

La parola

Legame

Quando il cavallo colossale fatto di legno attraversò le porte Scee che si aprivano sulla città di Troia, gli abitanti si preparavano a festeggiare. Dieci anni di assedio, le armi di Achille e la forza di Diomede non erano bastati a piegare la città.

Sinone, l'unico greco rimasto davanti a Troia, disse che quel cavallo, alto come un monte, era un voto ad Atena, un modo dei greci per espiare un sacrilegio commesso nei confronti della dea. Uno tra i pochi troiani scettici, che non si fidava dei greci e dei loro doni, era il sacerdote Laocoonte: mise in guardia i suoi concittadini e scagliò una lancia contro il cavallo di legno.

Laocoonte non venne ascoltato. Atena, che parteggiava per i greci, inviò due serpenti marini a stritolare Laocoonte e i suoi due figli. I troiani pensarono che fosse stato punito per la sua empietà.

Durante la notte, il ventre del cavallo di legno si aprì e le truppe greche si riversarono tra le strade di Troia razziando, saccheggiando e uccidendo gli abitanti della città.

Enea si svegliò nel cuore della notte e si ritrovò davanti uno spettacolo infernale: un fiume di nemici inondava Troia. Il suo primo pensiero fu lottare per la propria patria, di provare a respingere il nemico a costo della sua stessa vita. Radunò un manipolo di soldati e lo guidò all'attacco dei greci.

Entrato nel palazzo reale per provare la strenua difesa della città, Enea assistette all'omicidio del re di Troia, Priamo, per mano del figlio di Achille, Pirro. La città era persa, condannata dall'atrocità dei greci. A quel punto, Enea decise di salvare quanto poteva e cioè la sua famiglia, suo padre Anchise, suo figlio Ascanio (o Iulo), e sua moglie, Creusa; e anche gli dei del focolare, i Penati.

Una definizione di legame

Legame - le|gà|me s.m.

2ª metà XIII sec; lat. ligāme(n), v. anche 1legare.
1. ciò che serve a legare, a tenere legato: sciogliere i legamiliberare dai legami
2. fig., vincolo morale o sentimentale: legame amorosoaffettivod’amiciziadi parentelapatrimonialetra padri e figli | funziona da coppiogeno: legame padre figlio

Abbiamo la capacità di pensare e di ragionare, siamo in grado di elaborare strategie e agire di conseguenza, ma sappiamo anche sentire, esperire, provare emozioni e sentimenti. Questi ultimi hanno enormi implicazioni anche sulla politica.

Grazie alla nostra capacità e la nostra abilità di agire e di esperire creiamo dei legami affettivi che ci rendono ciò che siamo, che ci motivano e che ci guidano2.

I legami che creiamo determinano le nostre azioni nei confronti di oggetti, persone, gruppi, istituzioni o cause; possono spingerci a sacrificare il nostro benessere e i nostri valori morali. Sono vincoli di affetto e di preoccupazione: per la conservazione e per il benessere della persona, dell'oggetto e della causa con cui esiste il legame e per le sue condizioni.

Nell'esempio di Enea, i suoi legami lo spingono a difendere Troia, la città per cui aveva combattuto, e Priamo, il re a cui aveva prestato le sue armi; caduti entrambi, l'eroe troiano decide di proteggere la sua famiglia e gli dei.

Dal punto di vista politico, i legami servono a costruire una nazione, a collegare i singoli individui attraverso un "sistema di idee", una cultura; oppure a stabilire un rapporto di solidarietà e lealtà tra gli uomini3.

I legami sono significativi per la politica anche perchè sollecitano sentimenti necessari alla sopravvivenza del genere umano. Il "bellum omnium contra omnes", la guerra di tutti contro tutti, è una prospettiva irrealistica, sia dal punto di vista della politica interna, che da quello della politica internazionale. Il conflitto continuo e la guerra permanente non lasciano spazio al fatto che l'umanità, per continuare a esistere, deve coltivare la cura, l'accudimento e la cooperazione.

Italia

Un pescivendolo e un ragazzino

I legami tra individui e tra questi e un oggetto o una causa, alimentano il sentimento di condivisione di una specifica identità, di appartenenza a una comunità. Riscoprire radici sepolte nel tempo è uno dei modi migliori per creare o alimentare un'identità e un senso di appartenenza.

Un'identità comune non può esistere senza origini mitiche, ricordi, simboli, uno scopo e un destino collettivo. Ad esempio, durante il Risorgimento italiano, quando gli italiani hanno lottato per l'unità nazionale, si è fatto un largo uso di simboli, storie e miti per infiammare gli animi, per guadagnare cuori, menti e braccia alla causa di un'Italia unita, da Sud a Nord.

Per costruire una tradizione e una memoria condivisa vennero ripresi avvenimenti anche dei secoli passati. Uno dei protagonisti di queste storie era un ragazzo che all'epoca dei fatti, nel 1647, aveva 27 anni, era biondo con gli occhi scuri e vestiva alla marinara. Questo ragazzo di mestiere faceva il pescivendolo e abitava a Napoli; il suo nome di battesimo era Tommaso Aniello d'Amalfi, ma a Napoli e alla storia è passato come Masaniello.

Nel 1647, gli Asburgo spagnoli erano impegnati su più fronti: a domare la rivolta dei Paesi Bassi, della Catalogna, del Portogallo, della Sicilia e anche nella Guerra dei trent'anni. Per far fronte all'enorme sforzo bellico, aumentarono le tasse nel Vicereame di Napoli.

Le tasse in vigore già flagellavano la povera gente: le cosiddette gabelle, infatti, erano riscosse dai nobili e imposte ai poveri. Quando il nuovo viceré di Napoli, Rodrigo Ponce de León, duca d'Arcos, introdusse altre tasse sulla frutta esplose la rivolta, poiché questo era il cibo più consumato dal popolo.

Masaniello capeggiò la rivolta contro il viceré: prima bruciò il banco dei dazi in Piazza Mercato; poi, con un gruppo di rivoltosi, andò a insultare i nobili napoletani affacciati ai balconi per assistere ai festeggiamenti della Madonna del Carmine. La situazione degenerò in fretta e, dopo proteste, tafferugli e omicidi, i rivoltosi arrivarono a minacciare gli spagnoli accedendo alle stanze della viceregina. Masaniello ottenne il ritiro di tutte le gabelle e fu nominato Capitano generale del fedelissimo popolo napoletano4*

Quando si parla di origini mitiche e di simboli dell'Italia non si può non fare riferimento a Giambattista Perasso, che non si sa se sia davvero esistito, né dove e quando sia nato. Si sa solo che il suo nome e il suo appellativo ebbero enorme successo. È passato alla storia come Balilla (parola che in dialetto genovese significa "ragazzino", "bambino"5.

Durante la guerra di successione austriaca (1740-1748)6 le truppe austro-piemontesi entrarono a Genova guidate da un maresciallo che impose condizioni di pace durissime e umilianti alla città. Un loro reparto trascinava un cannone nella città che, durante il tragitto, rimase impantanato nel fango. I militari intimarono agli abitanti di Genova di aiutarli quando un ragazzino, il Balilla, scagliò contro i soldati una pietra e urlò: "Che l'inse?", cioè "Volete che cominci io?". Dalla pietra di Balilla si scatenò una rivolta contro l'invasore straniero che, dopo cinque giorni, abbandonò la città.

Entrambe le storie, quella di Masaniello e quella del Balilla, servivano come "miti fondativi" dell'Italia: raccontavano di un paese invaso, assoggettato ai soprusi degli stranieri; allo stesso tempo, creavano la speranza di un futuro migliore, in cui gli italiani avrebbero cacciato gli occupanti e riguadagnato la libertà.

Mondo

La potenza del "mitomotore"

Ovviamente, il ricorso a delle storie per compattare l'opinione pubblica, per mobilitare i cuori e le braccia dei cittadini e per creare un'identità comune non è limitato all'Italia. Anche nazioni costituite secoli prima della nostra vi hanno fatto ricorso.

Ad esempio, per creare un'identità comune, la Francia si è servita de...l'Eneide. Secondo una delle varie versioni, il primo re dei Franchi, Francone era nipote di Enea, figlio di suo fratello Friga. Dopo aver abbandonato Troia in fiamme, Francone avrebbe fondato la città di Sicambria, il nucleo da cui poi sarebbe nata la Francia e i suoi abitanti, i franchi7.

Un'altra versione piegava i racconti epici a tal punto da sostenere che Francone in realtà aveva un'origine ancora più nobile: era figlio dello stesso Ettore e quindi nipote di Priamo, re di Troia.

La terza versione sull'origine della Francia è più aderente al racconto classico. Il capostipite dei francesi era Antenore che, dopo aver tradito i troiani, si rifugiò dapprima nel nord Italia, fondando Padova8 e poi Sicambria, da cui deriveranno tutti i francesi.

Le storie di Enea, di Masaniello, di Balilla e di Francone rispondono alle domande: perché siamo tutti simili? Perché costituiamo una comunità? Queste storie spiegano agli appartenenti a una nazione che vengono tutti dallo stesso posto: Troia, per i romani e i francesi e l'Italia per i genovesi e i napoletani.

Queste storie raggruppano i due elementi che derivano dal termine greco "ethnos": l'idea di vivere insieme e di possedere una cultura simile e aggiungono anche un legame di appartenenza tribale, piuttosto che un legame genetico e di sangue9.

Tutti questi racconti hanno la funzione di "Mitomotore", danno un senso alle esperienze collettive e ne definiscono l'essenza. Senza un "Mitomotore" le comunità non possono né avere un'idea di se stessi, nè confrontarsi con gli altri, né tanto meno ispirare o guidare l'azione collettiva.

Chi sono

Mi chiamo Stefano Salvatore, sono di Bari e vivo e lavoro a Milano, non per scelta, ma per amore. Faccio un lavoro di quelli che non si riescono a spiegare ai nonni che riguarda l'associazionismo, la politica e l'innovazione. Ho iniziato ad appassionarmi alla politica tra i banchi di scuola, leggendo i giornali che distribuivano gratis in classe e in una sezione di partito a Bari Vecchia.

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Se hai qualche consiglio, suggerimento o ti piacerebbe un argomento da approfondire, scrivimi a [email protected]

Note

1 Dizionario De Mauro. Voce: Legame https://dizionario.internazionale.it/parola/legame Consultato 10.01.2026

2 Hall, T. H., & James, P. (2025). The ties that bind: On affective ties, power, nationalism, and competition over the global distribution of feeling. International Theory, 17(2), 175–207. https://doi.org/10.1017/S1752971925000028

3 Gellner, E. (1983.). Nations and Nationalism. Cornell University Press. Il riferimento è alla visione culturalista e a quella volontarista della Nazione. Nel primo caso, due uomini sono della stessa nazione se, e solo se, condividono la stessa cultura, laddove questa rappresenta un sistema di idee e di segni e associazioni e modi di comportamento e comunicazione. Nel secondo caso, le nazioni sono gli artefatti delle convinzioni umane e delle lealtà e solidarietà. In questa ipotesi, una categoria di persone diventa nazione se e quando i membri della categoria riconoscono fermamente alcuni diritti e doveri reciproci, in virtù di un legame condiviso

4 Wikipedia. Voce: Masaniello https://it.wikipedia.org/wiki/Masaniello

5 Wikipedia. Voce: *Giovan Battista Perasso. https://it.wikipedia.org/wiki/Giovan_Battista_Perasso

6 Treccani. Vice: PERASSO, Giambattista detto il Balilla. https://www.treccani.it/enciclopedia/giambattista-detto-il-balilla-perasso_(Dizionario-Biografico)/?search=PERASSO%2C%20Giambattista%20detto%20il%20Balilla%2F

7 Su questa versione: https://www.worldhistory.org/trans/it/1-13497/i-franchi/. Per le altre versioni: Munz, P., & Beaune, C. (1986). Naissance de la nation France. The American Historical Review, 91(5), 1209.

8 In Munz, P., & Beaune, C. (1986) è Venezia.

9 Smith, A. D. (1993). The ethnic origins of nations (Repr). Blackwell.

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