Ciao!
Bentornati su "Minuti di Politica", la newsletter che in ogni numero racconta un concetto politico e il suo impatto sulla realtà, con un linguaggio semplice e senza rinunciare alla profondità.
“Minuti di Politica” si apre con un aneddoto per introdurre il concetto politico, prosegue con una definizione chiara e si chiude con due esempi: uno che riguarda l’Italia e l'altro che guarda al mondo.
In questo numero parleremo della cooperazione. Cominciamo parlando di un gruppo di operai che, riuniti in assemblea, riuscirono a guadagnarsi la libertà più importante, quella dal bisogno. Proseguiamo con la storia della nascita di una cooperativa di braccianti a Ravenna. Chiudiamo con un aneddoto su un prete che riuscì a rilanciare l'economia di un piccolo centro abitato nei Paesi Baschi cominciando da un'associazione di genitori.
Buona lettura e grazie a chi ha deciso di dedicare anche pochi minuti, ben spesi, alla politica!
La citazione
Attribuire il progresso industriale del nostro secolo alla lotta di ciascuno contro tutti, è ragionare come l'uomo che non sapendo la ragione della pioggia, l'attribuisce alla vittima che ha immolato davanti al suo idolo di argilla.
Per il progresso industriale come per ogni altra conquista sulla natura, il mutuo appoggio e le buone relazioni tra gli uomini sono certamente, come sono stati sempre, molto più vantaggiosi della lotta reciproca.
La parola
Cooperazione
Negli ultimi giorni del 1843, a Rochdale, una cittadina nei pressi di Manchester, si riunirono dei tessitori disoccupati. Era una giornata invernale fredda, pesante, lugubre e antipatica; quegli operai avevano quasi finito il cibo e anche il loro coraggio e l'ambizione scarseggiavano. Ciononostante, si riunirono per pensare a come migliorare le loro condizioni di vita1.
Gli industriali avevano capitali in abbondanza e i commercianti potevano contare sulle loro scorte: come avrebbero fatto i tessitori ad andare avanti senza nessuna delle due cose? Le alternative c'erano: potevano votarsi a una vita di dipendenza, usufruendo della legge sui poveri, oppure emigrare, cioè scegliere la deportazione come pena per la colpa di essere nati poveri.
Quei tessitori, quegli operai, avrebbero intrapreso un'avventura per conto loro: senza capitali, senza esperienza e senza conoscenze sarebbero diventati mercanti e fabbricanti.
L'assemblea dei tessitori si riunì e ognuno di loro aveva la propria ricetta infallibile per la felicità e per uscire dalla miseria. C'era chi proponeva di smettere di bere, chi di combattere per riformare le leggi, ma alla fine prevalse un'idea più pratica: unire le forze e fondare un negozio alimentare autogestito.
Dopo altre riunioni, fu definito un piano per aprire un negozio cooperativo di generi alimentari. Un manipolo di quegli operai-politici-cooperatori-socialisti-astemi decise fin da subito di registrare la società seguendo la Legge del Parlamento britannico.
Dodici di questi uomini versarono una quota settimanale di due pence a testa e, malgrado la somma che riuscirono a mettere da parte non bastasse neanche a comprare un sacco di farina, quegli operai ottennero un successo economico senza precedenti,2 scalzando commercianti, proprietari di filatoi e padroni nei mesi e negli anni successivi.
Una definizione di cooperazione
cooperazione - co|o|pe|ra|zió|ne - s.f.3
av. 1406; dal lat. tardo cooperatiōne(m), v. anche cooperare.
CO il cooperare e il suo risultato: il lavoro è stato eseguito con la cooperazione di più persone
TS econ. attività od organizzazione economica basata sull’associazione in cooperative | il complesso delle cooperative di un ramo economico o di un’area geografica.
L'idea che, per sopravvivere, è più utile unire le forze rispetto a farsi la guerra da soli non era dettata solo da necessità pratiche, ma qualche anno dopo trovò anche un fondamento scientifico in alcune parti degli scritti di Charles Darwin.
Darwin è noto per aver elaborato il concetto di lotta per l'esistenza come chiave dell'evoluzione delle specie. Questa idea nata nell'ambito della biologia, ebbe profonde conseguenze sulla filosofia e sulla politica.
Il concetto di lotta per l'esistenza consentiva di ordinare e organizzare molti fatti relativi alla vita degli animali e degli esseri umani: gli adattamenti delle comunità organizzate, la loro evoluzione fisiologica e anatomica, il progresso intellettuale e lo sviluppo morale.
In questo concetto, sembra non esserci molto spazio per la cooperazione, infatti, spesso le parole di Darwin sono state utilizzate per appoggiare posizioni ideologiche di destra. Ad esempio, il razzismo tedesco giustificava la sua brutalità contro gli altri popoli, considerati deboli per natura e quindi destinati a soccombere.
Però ne "L'origine dell'uomo" Charles Darwin racconta che, nelle società animali, la lotta è sostituita dalla cooperazione: il modo più sicuro per garantire lo sviluppo delle facoltà intellettuali e morali che assicurano le condizioni migliori per la sopravvivenza5.
Il geografo Kropotkin parte proprio da queste suggestioni per riflettere sulla cooperazione, sul mutuo appoggio: i più adatti non sono né i più forti né tantomeno i più scaltri, ma quelli che imparano a convivere pacificamente e a sostenersi per la prosperità della comunità.
Il mutuo appoggio è un elemento chiave per il successo degli esseri umani ed era proprio il principio che ispirava le prime cooperative, nate in Inghilterra.
Le cooperative sono società che perseguono l'assistenza e la tutela reciproca. La loro organizzazione si fonda sul contributo in capitale e in lavoro di tutti i soci. Ne esistono di vari tipi: ad esempio la cooperativa di consumo è quella che ha lo scopo di soddisfare la domanda di beni da parte dei consumatori associati; la cooperativa di abitazione, invece, serve a costruire alloggi per i propri soci venduti al prezzo di costo; la cooperativa di produzione e lavoro è quella con la quale i soci assumono direttamente un lavoro, eliminando la figura dell’imprenditore6.
Alla domanda su chi sia più adeguato alla sopravvivenza, gli individualisti o chi invece si dedica alla cooperazione, Kropotkin risponde che prevale chi ha "acquisito delle abitudini di solidarietà. Essi hanno maggiori probabilità di sopravvivere e raggiungono, nelle loro rispettive classi, il più alto sviluppo di intelligenza e di organizzazione fisica".
E ci sono molti esempi per sostenere questa tesi. In Italia e nel resto del mondo.
Italia
Una cooperativa di Ravenna
Se la storia dei tessitori di Rochdale cominciò in una fredda mattinata inglese, questa comincia in una calda estate romagnola. A Ravenna, nell'agosto del 1881, la federazione socialista aveva preso una posizione molto decisa contro lo sfruttamento degli appaltatori.
Gli appaltatori cercavano di accaparrarsi i lavori puntando sul risparmio, anziché sulla qualità del lavoro. Ottenevano l'appalto a prezzi bassi, sicuri di poter imporre salari da fame agli operai.
Per contrastare questo fenomeno, la federazione socialista decise di avviare una battaglia contro "l'estorsione sulla fatica, sul sudore e sulla fame a cui il regime borghese condanna l'operaio7". Quindi, pubblicò un manifesto che denunciava la "inumana e ostinata oppressione della borghesia". Il procuratore del re sequestrò il manifesto, ma ormai l'avevano letto tutti. Anche da quell'episodio nacque la prima associazione generale degli operai braccianti di Ravenna.
Due anni dopo la pubblicazione di quel manifesto, l'ennesimo episodio di sfruttamento portò gli operai a organizzarsi. A marzo del 1883, un imprenditore, noto per la sua avidità, aveva vinto un appalto per un faticoso escavo di terra, da eseguire in mezzo all'acqua e al fango. L'imprenditore era anche noto per i trattamenti inumani che imponeva agli operai che lavoravano per lui: per un lavoro di dieci ore al giorno, così faticoso e in condizioni così pesanti, la paga era al massimo di una lira e venticinque centesimi8.
Gli operai, giustamente, si lamentavano per il salario da fame e chiesero un aumento all'appaltatore. Purtroppo l'avido imprenditore non ascoltò e, seppure per pochi giorni, gli operai scioperarono; poi, costretti dal bisogno, tornarono a lavorare. Fallirono, ma elaborarono un piano alternativo.
Un mese dopo, quegli operai decisero di costituire una cooperativa, per assumere direttamente i lavori pubblici e privati, eliminando gli intermediari come l'avido imprenditore. Fu così che 303 braccianti diedero vita all’Associazione generale che passò da 300 a 2.500 soci in pochi mesi9.
Gli operai di Ravenna costituirono l’Associazione come "società anonima cooperativa" e le assegnarono degli obiettivi ambiziosi:
Assumere gran parte dei lavori pubblici e privati, che fino ad allora erano assegnati alla peggiore e disonesta speculazione;
Offrire agli operai il modo di istruirsi, educarsi ed emanciparsi dallo stato di miseria e soggezione in cui si trovavano;
Aprire dei negozi per gli associati;
Promuovere la nascita di nuove fondazioni, indirizzate a favorire la previdenza e la mutua assistenza.
In un commento, pubblicato sull'Avanti, si diceva: "Noi gettiamo codeste forti società di operai in faccia a coloro che gridano i socialisti vagar nelle nuvole — incapaci di atti pratici […], non ci illudiamo tuttavia. Noi sappiamo quant’altri mai che la cooperazione non scioglierà la questione sociale; e non le domandiamo tanto. A noi basta che associ gli operai e dia ad essi coscienza delle loro forze, rendendoli vieppiù indipendenti ed avvicinandoli al lavoro libero"10.
Paghe da fame e avidità si ritorsero contro gli imprenditori avidi di Rochdale e di Ravenna: anziché portare più profitto, contribuirono a far nascere cooperative che pagavano meglio e rendevano tutti più soddisfatti.
Mondo
Il prete di Mondragón
A volte programmare serve; altre, invece, le cose succedono spontaneamente e vanno meglio del previsto. Alla fine della guerra civile spagnola, nel 1939, se l'autorità dei Paesi Baschi avesse dovuto identificare il luogo per costruire un complesso industriale, Mondragón non sarebbe mai stata scelta.
Nel 1940, in quella cittadina situata in una valle angusta e circondata dalle montagne, abitavano circa 8.645 persone11. Le strade strette, risalenti al quindicesimo secolo, non si prestavano all'espansione industriale, né facevano presagire una crescita della popolazione.
C'era solo un elemento che poteva anticipare lo sviluppo industriale della città: la produzione dell'acciaio. Il metallo per forgiare le famose lame di Toledo veniva prodotto qui.
All'inizio del Novecento, la città poteva contare sulla produzione di una fonderia e dell'Union Cerrajera, un'impresa metallurgica in mano a un gruppo ristretto di familiari e amici. I lavoratori non avevano molte possibilità di carriera all'interno dell'impresa perché le posizioni di responsabilità erano riservate alle famiglie proprietarie.12
A Mondragón, il lavoro si ereditava: i figli diventavano operai come i loro padri e non c'era la possibilità di ascesa sociale: non esisteva l'università e, anche se ci fosse stata, gli operai non potevano permettersela. Inutile dire che la differenza economica tra i ricchi e i poveri era enorme.
Nei Paesi Baschi, quel periodo sarebbe stato conosciuto come "il periodo della fame": i membri della classe operaia erano disperatamente poveri e tormentati dalla disoccupazione; vivevano in case fatiscenti e sovraffollate in cui si diffuse un'epidemia di tubercolosi.
A febbraio del 1941, in paese arrivò un prete: José María Arizmendiarrieta. Non fece immediatamente una bella figura: gli abitanti erano abituati all'eloquenza e alle abilità retoriche dei suoi predecessori. Invece, José María aveva un approccio pacato: le sue omelie monocordi non incendiavano gli animi. Ma la sua dedizione riuscì a conquistare i cuori degli abitanti di Mondragón.
Dopo qualche tempo, la Union Cerrajera propose a José María di tenere delle lezioni nel programma di apprendistato per i futuri operai. Il prete accettò e propose di allargare la partecipazione anche a chi non era figlio di operai. Non lo ascoltarono; e allora José María creò un'associazione di genitori per avviare un corso di formazione alternativo. Le imprese locali decisero di contribuire.
Seicento residenti, il 15% della popolazione di Mondragón dell'epoca, risposero finanziando l'iniziativa: né il governo locale né la Union Cerrajera contribuirono. Il corso partì nel 1943 con una classe di 20 studenti.
Il passo successivo era trasformare il corso in una vera e propria scuola riconosciuta dalla legge. Sebbene sotto il regime di Francisco Franco, la maggior parte delle associazioni era proibita, José María trovò la soluzione spulciando codici e leggi: una norma dell'Ottocento permise la trasformazione dell'associazione dei genitori nella Lega per l'Educazione e la Cultura. Il primo statuto organizzativo della lega, fondata nel 1948, prevedeva quattro categorie di soci, con diritto di parola e di voto.
Così nacque la Scuola Politecnica Professionale da cui sarebbero usciti i primi soci delle cooperative di Mondragón, una realtà che oggi garantisce lavoro a 70.000 persone, opera in quattro settori (industria, finanza, distribuzione e conoscenza) e costituisce il settimo gruppo più grande di Spagna per giro d’affari.13
Chi sono
Mi chiamo Stefano Salvatore, sono di Bari e vivo e lavoro a Milano, non per scelta, ma per amore. Faccio un lavoro di quelli che non si riescono a spiegare ai nonni che riguarda l'associazionismo, la politica e l'innovazione. Ho iniziato ad appassionarmi alla politica tra i banchi di scuola, leggendo i giornali che distribuivano gratis in classe e in una sezione di partito a Bari Vecchia.
Spero che questa newsletter ti sia piaciuta! Se hai qualche consiglio, suggerimento o ti piacerebbe un argomento da approfondire, scrivimi a [email protected]
Se la newsletter ti è piaciuta, inviala a un/una amico/a o iscriviti qui
Note
1 La ricostruzione di questa storia è ripresa dal primo capitolo di Holyoake, George Jacob. 2016. The History of the Rochdale Pioneers. Milton: Taylor and Francis.
2 Ibidem
3 Dizionario De Mauro. Voce: Cooperazione. Indirizzo:https://dizionario.internazionale.it/parola/cooperazione. Consultato 08/03/2026.
4 Kropotkin, Pëtr Alekseevič. «Il mutuo appoggio fattore dell’evoluzione». Capitolo I. Scaricabile a questo link: https://liberliber.it/autori/autori-k/petr-alekseevic-kropotkin/il-mutuo-appoggio-fattore-dellevoluzione/
5 Ibidem
6 Treccani. Voce: Cooperativa. Indirizzo: https://www.treccani.it/vocabolario/cooperativa/. Consultato 08/03/2026.
7 Zangheri, Renato, Giuseppe Galasso, e Valerio Castronovo. «Storia del movimento cooperativo in Italia». P.118.
8 Zangheri p.119.
9 Ibidem
10 Ibidem p.120
11 Whyte, William Foote, e Kathleen King Whyte. 1988. Making Mondragón: The Growth and Dynamics of the Worker Cooperative Complex (Cornell International Industrial and Labor Relations Reports). ILR Press. Capitolo 1.
12 Whyte. Capitolo 3.
13 Informe Anual Mondragón Corporation: Indirizzo: https://www.mondragon-corporation.com/people/informe-anual/cartas-presidencia/. Consultato 08/03/2026.

