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Bentornati su "Minuti di Politica", la newsletter che in ogni numero racconta un concetto politico e il suo impatto sulla realtà, con un linguaggio semplice e senza rinunciare alla profondità.

“Minuti di Politica” si apre con un aneddoto per introdurre il concetto politico, prosegue con una definizione chiara e si chiude con due esempi: uno che riguarda l’Italia e l'altro che guarda al mondo.

In questo numero parleremo di ordine naturale. Cominciamo parlando dei diggers, scavatori inglesi che provarono a istituire una forma di vita comunitaria attraverso la forza dell’esempio. Proseguiamo con la storia di Cospaia, una repubblica anarchica che è esistita sul suolo italiano per quattrocento anni. Chiudiamo con un aneddoto su un villaggio messicano che ha costruito una forma di governo autonomo, opponendosi alla criminalità organizzata.

Buona lettura e grazie a chi ha deciso di dedicare anche pochi minuti, ben spesi, alla politica!

La citazione

In un popolo a cui si può imporre il silenzio, quei che vogliono rubare agiscono, coloro che vorrebbero difendersi non possono alzare la voce e gridare al ladro.

Laddove ogni cittadino è membro attivo dello Stato ed ha diritto di accusare in nome del paese, i ladri si celano, s'immacchiano, i derubati alzano la voce ed agiscono.

Lo Stato Libero di Cospaia - Filippo Natali

La parola

Ordine Naturale

L'Inghilterra del Seicento era devastata dalla Guerra Civile (1642-1651). Mentre le classi medie lottavano per creare una nuova oligarchia democratica, le classi popolari, affamate dalla recessione, si organizzarono. Così nacque il movimento dei diggers, gli scavatori1

Questi erano per lo più uomini poveri, vittime della recessione economica successiva alla Guerra Civile. Le loro rivendicazioni contro i ricchi erano anche politiche, ma principalmente sociali ed economiche: volevano riprendersi i mezzi di sussistenza che erano stati loro sottratti. Le loro proteste erano quelle di chi soffriva la fame.

Uno dei capi del movimento degli scavatori era Gerrard Winstanley, un ex commerciante che, una volta arrivato a Londra, cominciò a vendere  stoffe e fu rovinato dalla recessione economica. Il suo primo saggio, La verità che emerge dagli scandali2, costituì la base teorica del movimento.

Innanzitutto, Dio per Winstanley era "la Ragione" che "dimora in ogni creatura, secondo la natura e l'essere della creatura stessa, ma in modo supremo nell'uomo3". L'autorità corrompe, non solo quando viene esercitata dalla politica, ma anche quando il padrone comanda il suo servo e il padre decide sulla vita dei suoi figli e di sua moglie.

Uomini, donne, bambini, padroni, schiavi e magistrati erano tutti uguali, ma i diritti di proprietà avevano compromesso questa fondamentale uguaglianza. Winstanley arringava le folle:

«E lasciate pure che tutti gli uomini dicano ciò che vogliono: finché al governo ci sarà chi definisce la terra come propria, difendendo questo specifico concetto di proprietà del mio e del tuo, la gente comune non avrà mai la sua libertà, né la terra sarà mai liberata da tribolazioni, oppressioni e lamentele; e per questo motivo il Creatore di tutte le cose è continuamente provocato.»

Nell'aprile del 1649, una trentina di scavatori passarono dalla teoria ai fatti e andarono a St. George’s Hill per zappare terre incolte e seminare grano, carote e fagioli. Winstanley si aspettava che altri 5.000 contadini si unissero a loro; invece arrivarono teppisti prezzolati a picchiarli, forse inviati dal clero o dai proprietari terrieri locali. I teppisti rubarono il loro bestiame, sradicarono le sementi e diedero fuoco alle loro capanne.

Gli scavatori continuavano a divulgare la loro idea di mondo anche ai soldati che erano venuti a cacciarli: cominciarono a fare proselitismo anziché praticare la violenza. Purtroppo la persecuzione contro di loro, contro l'idea di autogoverno e di ordine naturale, fu implacabile e gli scavatori abbandonarono St George's Hill e l'idea di conquistare l'Inghilterra attraverso il loro esempio.

Una definizione di ordine naturale

Qual è la forma di governo migliore? Una monarchia illuminata? Il governo dei migliori? La democrazia? Le menti più raffinate della storia si sono arrovellate su questa domanda; forse, però, si basavano su una premessa sbagliata.

Chi ha detto che ci dev'essere per forza un governo? I pensatori anarchici partivano da questa domanda per arrivare alla conclusione che per vivere in pace fosse sufficiente seguire l'ordine naturale. 

L'ordine naturale è fatto di relazioni e  impegni reciproci, che ogni uomo e ogni donna concludono liberamente e possono sempre revocare. La società in cui vige l’ordine naturale è quella in cui gli usi, i costumi e le abitudini diffuse sono ben accette, malgrado possano cambiare per adattarsi ai bisogni nuovi, ai progressi del sapere e della scienza.

Se esiste un ordine naturale, nessuno impone la sua volontà sugli altri. Non c'è un governo dell'uomo sull'uomo, la vita è un'evoluzione continua e tutti possono sviluppare la loro individualità4. L'ordine naturale è una società di uomini liberi e uguali, capace di proteggersi  e prevenire le prepotenze degli altri senza dover ricorrere alla forza e la violenza di polizia, spie, aguzzini, carnefici e dei loro complici5

Il governo e  l'autorità politica sono strumenti  e non fini in sé. In teoria, il loro scopo è adottare leggi per l'interesse della comunità e prevedere sanzioni e punizioni per rafforzarle. Il governo non dovrebbe esigere dalla comunità nulla di più di ciò che una persona mediamente illuminata potrebbe esigere dai suoi concittadini6

Non ci sono molti esempi della storia in cui gli uomini sono riusciti a vivere liberi dalla coercizione, però in ogni epoca, in parti diverse del mondo, sono riusciti a indebolire o a rovesciare gli oppressori. In alcuni casi, sono riusciti ad autogestirsi senza prigioni, polizia, secondini o soldati. Uno di questi casi è avvenuto anche in Italia.

Italia

Una repubblica anarchica

Per quattrocento anni, in quella che oggi è una frazione del comune di San Giustino, in provincia di Perugia, l'Italia ha ospitato sul proprio territorio la repubblica di Cospaia, in cui si viveva secondo l'ordine naturale: non c'era un ordinamento giuridico autonomo, né delle leggi, né tribunali, né prigioni. Con questi elementi anarchici coesistevano anche altri aspetti: la religione e l'importanza della famiglia garantirono agli abitanti una convivenza pacifica.

Come fece a nascere una specie di repubblica anarchica sul territorio italiano? Eugenio IV divenne papa nel 1431. Era cresciuto nella ricchezza e nell'opulenza della corte di Venezia e non aveva nessuna intenzione di modificare il suo modo di vivere; preferì, invece, far cassa con altri mezzi. Inizialmente diede ordine di vendere beni ecclesiastici minori, poi decise di vendere la zona di Borgo San Sepolcro a Firenze per 25.000 fiorini7.

Quando si trattò di tracciare i confini, gli accordi stabilirono che a separare i domini di Firenze da quelli della Chiesa fosse un torrente. Ma qui sorse il problema: i corsi d'acqua con quel nome erano due. I delegati fiorentini fermarono la loro giurisdizione a quello più a nord, mentre i papalini scelsero quello più a sud. A causa di questo equivoco, la striscia di terra compresa tra i due torrenti non venne assegnata a nessuno8.

Gli abitanti di quel lembo di terra approfittarono immediatamente della situazione per dichiarare la nascita della repubblica libera di Cospaia e né la Chiesa, né Firenze intervennero per occupare quella striscia di terra. Nessuna delle due avrebbe accettato un allargamento territoriale, per quanto modesto, dell'altra.

Lo stallo avvantaggiò la neonata repubblica, perché la Chiesa e Firenze cominciarono a elargire favori e trattamenti privilegiati agli abitanti dell'area per farseli amici e sottrarli al contendente.

A Cospaia, questa libertà inaspettata non si trasformò in caos. Gli abitanti decisero di non eleggere alcun capo, consapevoli che chi governa finisce quasi sempre per accumulare privilegi a scapito degli altri. L'utopia anarchica prese vita in modo pacifico: al posto di comandanti e sudditi, a Cospaia regnava una concordia pragmatica. I suoi membri andavano d'accordo per una ragione molto semplice: sapevano che la loro preziosa indipendenza dipendeva dall'armonia interna.

Dato che non c'erano capi, non c'erano neanche soldati che dovevano imporre la loro volontà con la forza. Non esistevano tribunali, giudici e tasse e, se sorgevano delle controversie, i litiganti decidevano se rivolgersi ai tribunali di Città di Castello, oppure di Borgo S. Sepolcro.

I cospaiesi conducevano una vita tranquilla e cercavano di blandire ora i toscani ora i papalini e, quando uno di questi tentava di commettere un sopruso su di loro, gli abitanti della repubblica ricorrevano all'altro che, per gelosia, interveniva.

Dopo quattro secoli, il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio decisero di intervenire perchè nel tempo l’assenza di un sistema di tassazione aveva attratto nella repubblica di Cospaia l’interesse di molti contrabbandieri. La mattina dell'11 febbraio del 1826, le autorità toscane e pontificie arrivarono per celebrare ufficialmente la spartizione del territorio di Cospaia tra i loro Stati9.

Mondo

Un villaggio contro il crimine

In tempi molto più recenti, ma in un luogo molto più lontano, è nata un'altra comunità anarchica. Un villaggio messicano di circa 16.000 abitanti10 si è ribellato al crimine organizzato, decidendo anche di autogovernarsi grazie alla protesta delle donne del luogo.

I cartelli messicani sono tristemente famosi per il traffico di droga ma non disdegnano altri tipi di affari, come il racket e il commercio di legname, una delle attività più lucrative di Cherán11.

La scintilla che spinse le donne di Cherán a ribellarsi fu l'arrivo dei taglialegna abusivi sulle sponde del lago. Disboscare quell'area avrebbe condannato a morte lo specchio d'acqua, vitale per gli allevamenti locali. Era un effetto domino inaccettabile: niente alberi, niente lago; niente lago, niente bestiame; niente bestiame, fine del lavoro e della comunità.

Nel 2011, le donne andarono nella foresta per parlare con i taglialegna ma dopo che furono cacciate malamente, elaborarono un piano: non avrebbero affrontato i taglialegna nella foresta, ma avrebbero aspettato che arrivassero nel villaggio con i loro camion. Qui le donne avrebbero avuto il supporto di tutti i loro vicini.

Il 15 aprile del 2011 ci fu il levantamiento: una volta arrivati i camion dei tagliaboschi abusivi, le donne li bloccarono grazie a dei posti di blocco e presero in ostaggio alcuni di loro. La campana del villaggio suonò per dare l'allarme e gli abitanti di Cherán accorsero in sostegno delle donne: molti impugnarono i machete, alcuni urlavano e la campana della chiesa non smetteva di suonare.

Arrivò la polizia municipale col sindaco e provò a liberare gli ostaggi. L’intesa tra le autorità locali e i tagliaboschi abusivi scatenò ancora di più le ire della popolazione. A quel punto, gli insorti cacciarono dalla città il sindaco e i politici locali e misero al bando i partiti, colpevoli di aver causato divisioni tra la popolazione locale.

Da quel momento, ogni quartiere di Cherán avrebbe eletto dei rappresentanti nel consiglio comunale e i nativi del popolo P'urhépecha furono liberi di tornare al loro modo antico di fare le cose. Per garantire la sicurezza contro i cartelli e la criminalità organizzata, il villaggio costruì dei checkpoint nelle strade di ingresso della città.

Ancora oggi Cherán gode dell’indipendenza perché il governo centrale del Messico ha riconosciuto una certa autonomia al popolo P'urhépecha. L'esclusione dei partiti politici è ancora in piedi: i tribunali messicani, infatti, hanno riconosciuto il diritto del villaggio a non partecipare alle elezioni locali, statali o federali.

La giustizia messicana si occupa solo dei crimini più seri, mentre la comunità di Cherán decide la pena per i reati minori: di solito multe o lavori socialmente utili. Si trovano conferme circa il mantenimento di questa suddivisione fino al 2016, cinque anni dopo il levantamiento, quando gli abitanti di Cherán dichiaravano di sentirsi sicuri e di non temere che potesse succedere loro qualcosa di brutto.

Nello stato di Michoacán, la rivolta di Cherán ha rappresentato una speranza: il fatto che ci fossero famiglie locali numerose, che i matrimoni si svolgessero prevalentemente tra gente del posto e che il governo centrale garantisse l'autogoverno a questa comunità, ha assicurato pace e sicurezza impensabili alle comunità circostanti.

Chi sono

Mi chiamo Stefano Salvatore, sono di Bari e vivo e lavoro a Milano, non per scelta, ma per amore. Faccio un lavoro di quelli che non si riescono a spiegare ai nonni che riguarda l'associazionismo, la politica e l'innovazione. Ho iniziato ad appassionarmi alla politica tra i banchi di scuola, leggendo i giornali che distribuivano gratis in classe e in una sezione di partito a Bari Vecchia.

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Note

1   Questo aneddoto è ripreso integralmente da Woodcock, G. (1975). Anarchism: A history of libertarian ideas and movements [Edizione digitale]. Penguin Books. Part one - The Idea - The Family Tree.

2   Il titolo originale è Truth Lifting Up Its Head Above Scandals. Ibidem

3  Ibidem

4   4. Pëtr Kropotkin – La scienza moderna e l'anarchia Kropotkin, P. A. (2016). La scienza moderna e l'anarchia (Edizione elettronica). Liber Liber. (Tratto dall'edizione originale: Casa Ed. Sociale, Milano, 1922)

5  Ibidem

6   Godwin, W. (1793). Enquiry concerning political justice and its influence on morals and happiness. The Anarchist Library. https://theanarchistlibrary.org/library/godwin-political-justice. Book II - Chapter 1 - Introduction.

7   Natali, F. (1892). Lo Stato Libero di Cospaja nell’alta Valle del Tevere (1440-1826). Stab. Tipografico Tiberino. P.31

8  Ibidem, p.37 e seguenti per tutta le vicende della repubblica di Cospaia.

9  Ibidem, p.111.

10  Wikipedia contributors. (2026, 28 febbraio). Cherán. Wikipedia. https://en.wikipedia.org/wiki/Cher%C3%A1n

11  ¹¹ La storia è ripresa dall’articolo Pressly, L. (2016, 13 ottobre). Cherán: The town that threw out police, politicians and gangsters. BBC News. bbc-news-magazine-37612083.

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