Ciao!
questa è "Minuti di Politica", la newsletter che ogni settimana prova a spiegare un concetto politico e a mostrarne le conseguenze nella realtà di oggi — con un linguaggio semplice, ma senza rinunciare alla profondità.
“Minuti di Politica” segue sempre la stessa struttura: una citazione (questa volta conservatrice!) per introdurre l'argomento, la parola - un concetto per cominciare, poi l’Italia e infine il mondo.
In questo numero parleremo di rappresentanza e ne analizzeremo tre stili; scopriremo che in Italia alla metà dei cittadini non interessa votare né partecipare alla politica e capiremo quali sono i fattori che influenzano quest’ultima; in chiusura, daremo uno sguardo all’Irlanda, dove un esperimento di democrazia deliberativa ha trasformato la Costituzione del paese.
Buona lettura.
La citazione
Nel trattare gli affari pubblici, sarò guidato dal mio giudizio coscienzioso, non dai miei interessi, né da quelli di parte. Non vi offrirò altro che la mia industria, la mia lealtà, e la mia opinione, che ho il dovere di coltivare con la massima cura e indipendenza.
Il vostro rappresentante deve giudicare, non obbedire. Non vi appartiene come un mero messaggero; non sacrifica la sua ragione alla vostra opinione, ma vi serve con il suo miglior discernimento, in ciò che ritiene giusto e utile per l’intero Regno. Il suo debito non è solo verso la sua circoscrizione, ma verso l’intera nazione; perché non è come un ambasciatore di interessi locali, ma un membro del grande consiglio della nazione, che deve pensare e deliberare per tutti.
Se dovesse tradire la propria coscienza per assecondare un impulso momentaneo, cesserebbe di essere un uomo libero e diverrebbe soltanto uno strumento cieco.
La parola
Rappresentanza: tre modi di farla
Rap|pre|ṣen|tàn|za - s.f. il rappresentare singole persone, enti o collettività, operando in loro vece o curandone gli interessi | il rapporto che si instaura tra rappresentante e rappresentato1.
Rappresentanza è sia un verbo che un nome. Come verbo, indica l'azione di presentare e difendere gli interessi di qualcun altro, una persona o un gruppo. Come nome, indica la relazione tra due soggetti, chi rappresenta e chi è rappresentato, in politica può indicare il rapporto tra governanti e governati.
In teoria, questo rapporto è cruciale: permette ai cittadini di premiare o punire chi governa attraverso il voto. Il voto diventa uno strumento che legittima, orienta, controlla ed eventualmente premia o punisce chi governa. In pratica, il potere di punire i governanti dipende dal sistema politico e dalla legge elettorale.
La rappresentanza però oggi non è più un semplice rapporto a due (governati–governanti), ma un triangolo: cittadini, partiti e istituzioni. Nell'Italia del 2025, la legge elettorale consente ai partiti di decidere, almeno in parte, chi siederà in Parlamento.
A questo punto, ogni governante deve scegliere a chi rispondere: al partito, agli elettori o alla propria coscienza. Tre stili di rappresentanza possono aiutarci a capire come2.
Come delegato. Ovvero: "Faccio quello che mi dice il partito" In questa situazione c'è un sistema di partiti forti e/o una legge elettorale che prevede delle liste bloccate, decise dalla segreteria di partito. Il delegato non prende ordini dal suo elettorato, ma dal partito che lo ha candidato e lo ha fatto eleggere. Se dovesse trovarsi davanti a una scelta tra le indicazioni del partito e quelle dell'elettorato, preferirà le prime. Proprio per questo, il delegato ha la legittima aspettativa che il partito si faccia da mediatore e si assuma le responsabilità delle decisioni nei confronti dell'elettorato.
Esempio: i partiti nella Prima Repubblica erano gerarchici, forti e organizzati. Riuscivano a convogliare le preferenze degli elettori sui candidati prescelti e, in cambio, esigevano una forte disciplina in materia di voto.
Come fiduciario. Ovvero: "Seguo quello che mi dicono i miei elettori" In questo caso, il sistema dei partiti è debole, oppure il governante ha un seguito molto solido nell'elettorato. Il fiduciario ritiene di avere conoscenze e competenze adeguate e la forza di poter scegliere di volta in volta quale decisione prendere. I fiduciari pensano di poter ottenere un consenso elettorale a prescindere dall'appoggio o dall'opposizione del loro partito di riferimento.
Esempio: i rappresentanti che costruiscono reti di relazioni così solide da potersi candidare con qualsiasi partito o movimento, a prescindere dall'ideologia e dall'orientamento politico.
Come politico. Ovvero: "Cerco un equilibrio tra ciò che penso io, quello che dice il partito e ciò che dicono gli elettori". In questa ipotesi, il candidato agisce cercando un punto d'incontro tra le posizioni del partito, la sensibilità dell'elettorato e la propria coscienza. Il politico cerca una posizione compatibile con queste tre anime perchè è fiducioso tanto nella propria autonomia di giudizio, come nella propria competenza tecnica.
Esempio: Aldo Moro cercò di mediare tra le preferenze del suo elettorato e ciò che riteneva giusto per il Paese, dialogando anche con gli avversari del Partito Comunista.
Naturalmente, questi tre “stili di rappresentanza” sono modelli teorici: nella realtà si mescolano, si contaminano e raramente esistono nella loro forma “pura”. Ogni governante sceglie di adottare uno stile da "delegato", da "fiduciario" oppure da "politico" a seconda del tema, della situazione e dell'interlocutore.
Italia
La metà dei cittadini decide per tutti
Dalla scorsa settimana sono cominciate le elezioni regionali, si è votato nelle Marche e in Valle d'Aosta, oggi e domani si sta votando in Calabria e le prossime Regioni ad andare al voto saranno: Toscana, Campania, Puglia e Veneto.
A prescindere dalle preferenze partitiche e ideologiche, il dato che nelle ultime tornate elettorali sta emergendo è l'astensionismo. Domenica e lunedì scorso, sono andati a votare solo la metà dei cittadini marchigiani; nelle ultime elezioni regionali del 2020, l'affluenza era stata del 59,75%3 c'è stato quindi un calo del 10% negli ultimi cinque anni.
Questo calo sembra legato al disinteresse e alla riduzione della partecipazione politica: l’insieme di azioni e comportamenti che mirano a influenzare in maniera più o meno diretta e più o meno legale le decisioni dei detentori del potere nel sistema politico4.
Avere un alto livello di partecipazione politica è importante perchè dal rapporto tra cittadini, gruppi e istituzioni politiche che caratterizza un sistema politico dipende la qualità stessa della democrazia. Una partecipazione politica bassa o di bassa qualità riduce il valore della democrazia5.
Vale la pena, per questo, capire quali sono i fattori che incidono sulla partecipazione e, purtroppo, gli studi non rivelano alcuna verità profonda e sono abbastanza concordi.
Già nel 1965 gli studiosi osservavano che le persone più vicine al “centro” della società partecipano più attivamente alla politica di chi vive ai suoi margini6.
Quali sono "le persone vicine al centro della società"? È presto detto: chi ha un elevato livello di reddito e di istruzione. Questa tesi è confermata dal rapporto preparato dall'Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) La partecipazione politica in Italia7 e pubblicato il 17 settembre 2025, sessant'anni dopo la citazione che abbiamo visto.
Circa il livello di reddito, l'ISTAT riconosce che chi occupa posizioni remunerative e di responsabilità si informa regolarmente di politica. Lo fa il 68,5% dei dirigenti, imprenditori o liberi professionisti, quasi il doppio degli operai, che si attestano al 35,8%. Lo stesso rapporto vale per le discussioni di politica: il 44% dei dirigenti lo fa regolarmente a fronte del 21,2% degli operai8 .
Sul livello di istruzione, c'è una disaffezione totale per l'informazione e la discussione politica in presenza di titoli di studio bassi. Gli italiani che non si informano mai di politica e hanno la licenza media sono circa il 41,2%; tra i diplomati sono il 24,4% e non si informa mai di politica solo l'11,3% dei laureati9.
Vale la pena fare un'altra considerazione, nel nostro paese, la partecipazione politica è molto differenziata sul territorio. Tra il 52 e il 54% delle persone che risiede nel Centro-Nord si informa di politica almeno una volta a settimana; questa percentuale scende al 40% di chi vive al Sud e nelle Isole. Nel Mezzogiorno il 37,3% non si informa mai di politica, mentre nelle regioni del Nord questa quota scende al 25%10.
È abbastanza pacifico che impegnarsi per estendere la partecipazione avrebbe conseguenze positive sulla qualità del sistema politico. Per farlo, bisognerebbe garantire maggiore crescita economica, trattenere chi studia in Italia affinché goda e contribuisca a questa crescita.
Mondo
Le Assemblee dei Cittadini che hanno modificato la Costituzione irlandese
A proposito di rappresentanza e di partecipazione politica, vale la pena parlare delle "Assemblee dei Cittadini", un organo che, negli ultimi dieci anni, è riuscito a influenzare la società e le leggi emanate dal Parlamento irlandese11 (Oirechats).
Tutto comincia con la crisi del 2008. In Irlanda, la bolla immobiliare esplode e il debito delle banche diventa debito pubblico, cioè di tutti. Da quella crisi nasce un’idea nuova: dare ai cittadini voce diretta sulle scelte politiche più delicate. Ovviamente a seguito della crisi, anche l'Irlanda adotta misure di austerità, lacrime e sangue. In questo scenario cupo, un gruppo di ricercatori di scienze politiche avvia il progetto "Assemblee dei cittadini" che prende piede velocemente grazie ai finanziamenti di un fondo filantropico irlandese-americano.
Il primo banco di prova delle "Assemblee dei cittadini" è stata la Convenzione sulla Costituzione prevista nel Programma per il governo del 2011 per modificare e raccomandare una serie di cambiamenti costituzionali. I temi da approfondire erano diversi età per partecipare al voto, matrimoni dello stesso sesso, il ruolo della donna nella Costituzione, l'aborto, il cambiamento climatico e la blasfemia.
La Convenzione aveva cento partecipanti: 33 posti erano riservati a politici eletti, mentre 66 erano i posti riservati ai comuni cittadini. Una delle raccomandazioni chiave emersa dalla Convenzione era quella di modificare la Costituzione irlandese, consentendo i matrimoni omosessuali. Questa raccomandazione fu introdotta grazie a un vittorioso referendum nel successivo 2015.
L'esperienza delle "Assemblee dei cittadini" ha trasformato una situazione di criminalizzazione, segretezza e repressione in un cambiamento epocale che ha reso l'Irlanda il primo Stato a inserire i diritti della comunità LGBT12 (acronimo di lesbiche, gay, bisessuali e transgender) all'interno della Costituzione.
Oltre ai matrimoni omosessuali, la Convenzione sulla Costituzione ha contribuito all'introduzione del diritto all'aborto in Irlanda che, fino a poco fa, era possibile solo in caso di pericolo di vita della madre.
Dopo il successo della Convenzione sulla Costituzione, le "Assemblee dei cittadini" sono diventate un meccanismo usato dal parlamento per coinvolgere l'opinione pubblica in importanti decisioni costituzionali, legali e relative alle politiche.
Ogni Assemblea è formata da cittadini estratti a sorte, diversi per età, genere e provenienza. Insieme studiano, discutono e decidono su un tema specifico. In piccolo, riflettono la varietà della società irlandese. Il profilo demografico dell'Assemblea Cittadini riflette a grandi linee quello della società irlandese: ci sono uomini e donne di tutte le età, strati sociali e aree di provenienza del paese. Le assemblee funzionano seguendo i principi della democrazia deliberativa e operano seguendo regole e procedure che assicurano ai membri di prendere decisioni ponderate. Infatti, i membri delle assemblee cercano di tenere in considerazione le prospettive di diversi portatori d'interesse, esperti e del grande pubblico.
Il cuore di tutto è la “deliberazione”: piccoli gruppi che discutono, ascoltano esperti, valutano prove e punti di vista diversi. Solo dopo decidono insieme cosa proporre al Parlamento. Queste indagini ad ampio raggio servono ai membri delle assemblee per ponderare attentamente le decisioni. Una volta che l'Assemblea ha raggiunto le proprie conclusioni propone delle raccomandazioni al Parlamento e al Governo.
Anche in Italia ci sono alcuni esperimenti di Assemblee di Cittadini: le assemblee cittadine per il clima di Bologna e di Milano13.
Chi sono
Mi chiamo Stefano Salvatore, sono di Bari e vivo e lavoro a Milano, non per scelta, ma per amore. Faccio un lavoro di quelli che non si riescono a spiegare ai nonni che riguarda l'associazionismo, la politica e l'innovazione. Ho iniziato ad appassionarmi alla politica tra i banchi di scuola, leggendo i giornali che distribuivano gratis in classe e in una sezione di partito a Bari Vecchia.
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Note
1 Rappresentanza - Dizionario De Mauro - https://dizionario.internazionale.it/parola/rappresentanza. Consultato 04/10/2025.
2 Pasquino, Gianfranco. Nuovo corso di scienza politica, 2023. Bologna. Il Mulino. p. 245.
3 Elezioni regionali nelle Marche del 2020 - Wikipedia. https://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_regionali_nelle_Marche_del_2020. Consultato 04/10/2025. Oggi, sabato 4 ottobre 2025, i dati sulle elezioni del 2020 nelle Marche non sono disponibili sul sito del Ministero dell'Interno.
4 Pasquino, Gianfranco. Ibidem, p.63.
5 Partecipazione politica, Siani, Giacomo, in Enciclopedia delle scienze sociali (1996) all'indirizzo: https://www.treccani.it/enciclopedia/partecipazione-politica_(Enciclopedia-delle-scienze-sociali)/. Consultato 04/10/2025.
6 Milbrath, Lester, W. Political Participation. 1965. Chicago. Rand McNally, citato da Pasquino, ibidem p. 75.
7 Istat, La partecipazione politica in Italia, 2025. Disponibile all'indirizzo: https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/09/Stat-Focus_Partecipaizone-politica_Anno-2024.pdf. Consultato 29/09/2025.
8 Istat, ibidem, p.1
9 Istat, ibidem, p.9
10 Istat, ibidem, p.9
11 Per questa sezione ho ripreso a piene mani il lavoro dell’autrice Barry, Ursula, "Citizens' Assemblies: Experiments in democracy", in Smith, S. (ed). The Passenger Ireland. Disponibile all'indirizzo http://hdl.handle.net/10197/26594. Consultato 29/09/2025.
12 Ibidem.
13 Assemblea cittadina per il clima, Bologna - https://partecipa.comune.bologna.it/partecipa/percorsi/assemblea-cittadina-per-il-clima. Consultato 04/10/2025. Assemblea Permanente dei Cittadini sul Clima di Milano - https://www.comune.milano.it//web/milano-cambia-aria/cosa-puoi-fare-tu/sei-una-cittadina-o-un-cittadino/assemblea-permanente-dei-cittadini-sul-clima. Consultato 29/09/2025.
