Ciao!
questa è "Minuti di Politica", la newsletter che ogni settimana prova a spiegare un concetto politico e a mostrarne le conseguenze nella realtà di oggi — con un linguaggio semplice, ma senza rinunciare alla profondità.
“Minuti di Politica” segue sempre la stessa struttura: una citazione per introdurre l'argomento, la parola - un concetto per cominciare, poi l’Italia e infine il mondo.
In questo numero parleremo di sciopero con una storia interessante che riguarda i faraoni e l'antico Egitto. Ne scopriremo gli elementi caratteristici e vedremo cosa dice la nostra Costituzione sul diritto di sciopero. Chiuderemo con due esempi: quello di sciopero politico "puro", e quello "misto" economico-politico.
Buona lettura!
(e, come sempre, pochi minuti ben spesi in politica.)
La citazione
Perciò, io dico che, accettando l'idea di sciopero generale, pur sapendo che è un mito, noi operiamo, per l'appunto, come il fisico moderno, che ha piena fiducia nella sua scienza, pur sapendo che l'avvenire la giudicherà sorpassata. Noi abbiamo davvero lo spirito scientifico; laddove i nostri critici non sono al corrente né della scienza, né della filosofia moderna; questa constatazione ci basta per avere l'animo tranquillo.
La parola
Sciopero
Di fronte all'odierna Luxor, in Egitto, c'è un'area archeologica di grande interesse: la Valle dei Re. Per circa 500 anni, dal 1552 al 1069 a.C.1 , i faraoni egiziani sono stati sepolti qui, secondo gli usi dell'epoca. Oggi, la Valle dei Re attira migliaia di visitatori provenienti da tutto il mondo.
Poco più a sud della Valle, c'era Deir el Medina, un villaggio raggiungibile a piedi, dove risiedevano gli operai che si occupavano di costruire le tombe dei re. È proprio in questo villaggio che lo scriba Amennakhte racconta uno dei primi scioperi documentati della Storia.
Nel "papiro dello sciopero", conservato nel museo egizio di Torino, lo scriba documenta le rimostranze degli operai che costruivano e allestivano le tombe, durante il Regno di Ramses III. La descrizione è abbastanza stringata, ma sufficiente a trasmetterci l’accaduto: prima di recarsi nel villaggio di Deir el Medina, gli operai avevano pattuito una somma con i loro datori di lavoro, che però non era stata loro regolarmente pagata .
Trascorsi 18 giorni dal giorno di paga, gli operai oltrepassarono i posti di guardia per protestare. I tumulti durarono molti giorni alternando proteste e sit-in con, negoziati tra i funzionari governativi e operai, che argomentavano:
“Se siamo arrivati a tanto, è stato a causa della fame e della sete. Non ci sono abiti, né unguenti, né pesci né verdura. Scrivete al faraone il nostro signore perfetto, riguardo alle nostre parole, e scrivete al vizir, il nostro superiore, perché ci siano date le provvisioni”.2
Richieste che, come racconta il papiro dello sciopero, furono infine accolte dai funzionari, incapaci di agire altrimenti.
Sebbene lo sciopero di Deir El Medina sia uno dei primi documentati della storia, è a partire dalla rivoluzione industriale che lo sciopero diventa uno strumento di organizzazione e di contrattazione dei lavoratori, con delle caratteristiche definite.
La definizione di sciopero
Lo sciopero è un'astensione organizzata dal lavoro di un gruppo più o meno esteso di lavoratori. I lavoratori che scioperano rinunciano al proprio salario giornaliero per manifestare il proprio dissenso e la propria posizione su un aspetto economico o politico3.
Si tratta di una delle forme del conflitto, storicamente quella prevalente4 e probabilmente l'avvertimento più efficace dei lavoratori per ottenere migliori condizioni di lavoro o salariali rivolto dai datori di lavoro.
L'efficacia di questa forma è data dal fatto che consente di avere il massimo dell'impatto, attraverso un minimo sforzo organizzativo; inoltre, conferisce un senso di unità e di contrapposizione: i partecipanti si identificano in una parte che si oppone a un'altra.
Il primo elemento tipico dello sciopero è, infatti, l'aspetto collettivo. Uno sciopero deve coinvolgere più soggetti, non è una manifestazione di disaffezione rispetto al proprio lavoro da parte di un singolo, non è assenteismo. Può coinvolgere tutti gli aderenti al sindacato, i lavoratori dell'intero impianto produttivo o di singoli reparti.
Il secondo elemento caratteristico è l'astensione organizzata dal lavoro che blocca la produzione e nuoce alla controparte senza danneggiare impianti e la continuità dell'occupazione. Esistono anche altre azioni conflittuali sul luogo del lavoro che però non rientrano nello sciopero, come ad esempio: sabotaggi, rallentamenti della produzione eccetera.
Nel rapporto tra datori di lavoro e lavoratori, lo sciopero è lo strumento principe della lotta di classe perchè:
è una prova di forza nei confronti dei datori di lavoro che, nell'ambito dello sciopero, sono la controparte;
è un fattore di identità per i lavoratori che si riconoscono come classe in opposizione a un'altra;
è uno strumento di pressione con cui i sindacati tentano di imporre allo Stato l'adozione di politiche economiche e sociali, oppure di leggi, ad essi favorevoli.
Cosa dice la Costituzione italiana sul diritto di sciopero?
La nostra Costituzione riconosce lo sciopero come diritto: cioè chi sciopera non può subire conseguenze negative sul piano penale, civile o disciplinare, ovviamente a parte la sospensione della retribuzione.
L'articolo 40 della Costituzione italiana recita: "Il diritto di sciopero si esercita nell'ambito delle leggi che lo regolano."
Tuttavia c'è una precisazione da fare: lo sciopero tutelato dalla nostra Costituzione è solo quello che i lavoratori dipendenti attuano per i loro interessi, anche non economici5; non rientra nella tutela conferita dall'articolo 40 lo sciopero "politico". L'articolo 40 non tutela nemmeno la "serrata", ovvero la sospensione totale o parziale dell’attività aziendale attuata dal datore di lavoro, come forma di pressione o intimidazione sui lavoratori o sui pubblici poteri. Fino al 1960, la serrata era considerata un delitto contro l’economia pubblica6.
Quindi lo sciopero "politico" è illegale e vietato? Non proprio, perchè ci sono altri articoli della Costituzione che tutelano questa e altre forme di manifestazione del proprio pensiero: la libertà di riunione (art. 17), libertà di associazione (art. 18) e libertà di espressione (art. 21).
Italia
Venerdì 5 ottobre, manifestanti da tutta Italia sono scesi in piazza per manifestare a difesa dei nostri concittadini, bloccati e arrestati dalle navi israeliane, e contro le attività del governo di Israele a Gaza. Queste potrebbero configurare il crimine di genocidio7, così come previsto dal diritto internazionale8.
La partecipazione è stata consistente, secondo la Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL), cioè il sindacato che ha promosso la manifestazione:
"Più di 2 milioni di persone sono scese in piazza per partecipare ai cortei che si sono svolti in oltre 100 città italiane per lo sciopero generale nazionale in difesa di Flotilla, dei valori costituzionali, per fermare il genocidio e a sostegno della popolazione di Gaza. In 300 mila hanno percorso le vie della Capitale"9.
Ovviamente c'è stato chi si è opposto alle manifestazioni. Il giorno dopo lo sciopero, nel governo italiano c'erano almeno due posizioni distinte: la prima è quella attribuita al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che vuole vederci chiaro "sui costi"10 ; la seconda è quella del Ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha dichiarato: "Chi sciopera illegalmente paghi i danni" aggiungendo: "Lo sciopero è illegittimo e chi partecipa rischia sanzioni personali"11. Entrambe queste posizioni partono da un presupposto scivoloso e cioè che i diritti sono riconosciuti formalmente, ma poi possono essere messi in pratica solo se sono sostenibili dal punto di vista economico.
Per la verità, c'è anche un'altra critica allo sciopero che si rifa a motivazioni giuridiche, e parte dall'articolo 40 della Costituzione, che rimanda l'esercizio del diritto di sciopero alle leggi che lo regolano. Nello specifico, gli scioperi devono essere comunicati con un preavviso minimo di 10 giorni (art. 2 L.146 del 199012) per far sì che non vengano pregiudicati i "servizi pubblici essenziali"; lo sciopero generale in difesa della flottiglia, invece, è stato comunicato appena 2 giorni prima, quando Israele ha arrestato l'equipaggio della flottiglia in acque internazionali.
Il segretario della CGIL, cioè la persona che rappresenta il sindacato, ha risposto alle accuse di illegittimità dello sciopero:
"a parte che (lo sciopero) è assolutamente legittimo e noi abbiamo rispettato la legge. Perchè con l'attacco che han fatto a flottiglia, chi era fuorilegge era il governo israeliano, che è intervenuto su acque internazionali e ha arrestato degli italiani. Questi che fanno i patrioti, cioè loro che fanno i patrioti, che hanno fatto arrestare degli italiani, la cui unica colpa era essere in acque internazionali per andare ad aiutare gente che Netanyahu sta facendo morire di fame"13.
Quindi lo sciopero era legittimo o no? La Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, che è un'autorità amministrativa indipendente, designata da Camera e Senato, ha sancito che lo sciopero del 3 ottobre è illegittimo per mancanza di preavviso14.
A questo punto il quesito da porsi diventa: posto che la Commissione di Garanzia sullo Sciopero ha dichiarato lo sciopero del 3 ottobre illegittimo, è più importante rispettare l'obbligo di preavviso o manifestare in difesa degli italiani arrestati in acque internazionali e in difesa dei Palestinesi?
Mondo
Sciopero misto: una storia di riscatto o l'insofferenza per ulteriori umiliazioni
Se lo sciopero italiano del 3 ottobre ha avuto una connotazione politica, cioè spronare il governo ad agire in difesa dei cittadini italiani imbarcati sulla flottiglia e indirizzare l'attenzione dell'opinione pubblica sulla situazione palestinese, nella stessa settimana in Grecia è stato organizzato uno sciopero generale motivato da ragioni prettamente economiche.
Il contesto è quello del governo greco che ha presentato una proposta di legge per estendere la giornata lavorativa dei cittadini a 13 ore giornaliere15. Tutto ciò in un Paese dove i cittadini dedicano al lavoro 39,8 ore a settimana, ben al di sopra della media europea di 36 ore16.
La misura ha scatenato l'ira dei greci che hanno partecipato a uno sciopero generale di 24 ore che, come prevedibile, ha causato disservizi in tutto il Paese; i trasporti, gli ospedali, gli insegnanti e altri funzionari pubblici hanno incrociato le braccia contro il provvedimento del governo. Anche gli equipaggi di marinai hanno aderito alla chiamata dei sindacati, mantenendo i traghetti nei porti.
La posizione delle organizzazioni dei lavoratori è chiara: non solo i loro diritti vengono calpestati quotidianamente, in più questo provvedimento impatterebbe in maniera negativa qualsiasi ambizione di equilibrio vita-lavoro. Nell'Unione Europea, la media dei salari greci occupa il terzultimo posto e ammonta a circa €17.000 annui17. Tutto questo senza contare che, a seguito delle misure d'austerità successive alla crisi del 2008, la ricchezza del paese è diminuita del 25% e che i costi della vita sono aumentati.
La protesta della scorsa settimana quindi si innesta su una questione ben più profonda per la Grecia, quella della narrazione del Paese a cui credere: quella del riscatto o quella di chi non dimentica l'umiliazione.
La narrazione del riscatto descrive la Grecia, tallone d'Achille dell'Unione Europea, come una storia di successo: la crescita economica supera quella della media dell'Unione Europea, con un rimbalzo significativo degli investimenti, un alto valore delle esportazioni e una riduzione della disoccupazione a livelli senza precedenti negli ultimi 10 anni. La ciliegina sulla torta è la riduzione del debito di 55 punti percentuali18.
La seconda, invece, è la narrazione di chi non dimentica i soprusi a cui è stato sottoposto il popolo greco. Le misure di austerità hanno lasciato il reddito nazionale agli stessi livelli del 2009, diminuito il reddito reale disponibile aggregato del 41% e i salari reali del 30%. I debiti dei cittadini nei confronti dello Stato sono aumentati fino ad arrivare al 49,2% del PIL, il prezzo dell'elettricità è aumentato dell'85% nello stesso periodo e gli affitti del 93%19
Lo sciopero della scorsa settimana è quello dei lavoratori che scelgono e vivono sulla loro pelle le conseguenze della seconda narrazione. È uno sciopero economico per difendere e migliorare le condizioni di chi lavora; è anche uno sciopero politico, dato che la controparte è il governo greco e non un'associazione di datori di lavoro o una grande impresa.
Chi sono
Mi chiamo Stefano Salvatore, sono di Bari e vivo e lavoro a Milano, non per scelta, ma per amore. Faccio un lavoro di quelli che non si riescono a spiegare ai nonni che riguarda l'associazionismo, la politica e l'innovazione. Ho iniziato ad appassionarmi alla politica tra i banchi di scuola, leggendo i giornali che distribuivano gratis in classe e in una sezione di partito a Bari Vecchia.
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Note
1 Christian Jacq, La Valle dei Re, traduzione di Elena Dal Pra, O. Saggi, n. 553, Milano, Mondadori, 1998.
2 Sito web del Museo Egizio di Torino. Indirizzo https://collezioni.museoegizio.it/it-IT/material/Cat_1880. Consultato 08/10/2025.
3 Regini, Marino; voce Sciopero, in Bobbio, Norberto; Matteucci, Nicola; Pasquino, Gianfranco. Dizionario di politica. UTET. Torino, 1983.
4 Ibidem
5 Bin, Roberto; Giovanni Pitruzzella. Diritto pubblico. Torino: Giappichelli, 2022.
6 Serrata, Il nuovo De Mauro. Indirizzo: https://dizionario.internazionale.it/parola/serrata. Consultato 11/10/2025.
7 Tra coloro che ritengono che gli avvenimenti di Gaza configurino un genocidio ci sono: Josep Borell, ex Alto Rappresentante dell'Unione Europea per la Politica Estera (https://pace.coe.int/fr/news/9905/-gaza-acts-point-in-the-direction-of-ethnic-cleansing-and-genocide-pace-rapporteur-says-), alcuni esperti che lavorano per l'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) https://www.ohchr.org/en/press-releases/2025/05/end-unfolding-genocide-or-watch-it-end-life-gaza-un-experts-say-states-face, Saskia Kluit, relatrice dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (https://pace.coe.int/fr/news/9905/-gaza-acts-point-in-the-direction-of-ethnic-cleansing-and-genocide-pace-rapporteur-says-)
8 Convenzione del 9 dicembre 1948 per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio -https://fedlex.data.admin.ch/filestore/fedlex.data.admin.ch/eli/cc/2002/358/20140611/it/pdf-a/fedlex-data-admin-ch-eli-cc-2002-358-20140611-it-pdf-a.pdf
9 Sciopero: Cgil, più di 2 mln di persone in oltre 100 piazze. Comunicato Stampa CGIL, 3 ottobre 2025 - 16:46. Indirizzo: https://www.cgil.it/ufficio-stampa/sciopero-cgil-piu-di-2-mln-di-persone-in-oltre-100-piazze-qtnht7vu. Consultato 11/10/2025.
10 De Cicco, Lorenzo. Meloni: ditemi quanto sono costati i cortei, ma è cauta sulla stretta voluta dalla Lega. Repubblica, 04/10/2025. P.6
11 Cremonesi Marco. Salvini: dalla CGIL guerra politica. E sullo sciopero è lite con Schlein. Corriere della Sera. Milano. 04/10/2025, pp. 2-13.
12 LEGGE 12 giugno 1990, n. 146 - Norme sull'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e sulla salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati. Istituzione della Commissione di garanzia dell'attuazione della legge. All'indirizzo https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1990-06-12;146!vig=2016-01-25. Consultato 11/10/2025.
13 Di martedì - Puntata del 10 ottobre 2025. Indirizzo: https://www.la7.it/dimartedi/video/sciopero-floris-a-landini-perche-lo-fate-di-venerdi-e-il-segretario-della-cgil-risponde-cosi-08-10-2025-614396. Consultato 11/10/2025.
14 Garante: illegittimi scioperi generali senza preavviso. All'indirizzo: https://www.cgsse.it/garante-illegittimi-scioperi-generali-senza-preavviso. Consultato 11/10/2025.
15 Smith, Helena. General strike against 13-hour work day brings Greece to a halt. The Guardian. Indirizzo: https://www.theguardian.com/world/2025/oct/01/general-strike-against-13-hour-day-brings-greece-to-a-halt01/10/2025. Consultato 11/10/2025.
16 Eurostat. Actual and usual hours of work. https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Actual_and_usual_hours_of_work. Maggio 2025. Consultato 11/10/2025.
17 Eurostat. Annual full-time adjusted salary in EU grew in 2023. Indirizzo: https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/w/ddn-20241107-1. Novembre 2024. Consultato 11/10/2025.
18 Konstantinos Hatzidakis. Greece’s Remarkable Recovery. International Monetary Fund. Giugno 2025. Indirizzo: https://www.imf.org/en/Publications/fandd/issues/2025/06/greeces-remarkable-recovery-konstantinos-hatzidakis. Consultato 11/10/2025.
19 Varoufakis, Yanis. Beware the Greek Success Story. Project syndicate. 18/07/2025. Indirizzo: https://www.project-syndicate.org/commentary/greece-success-story-leaves-most-greeks-behind-by-yanis-varoufakis-2025-07. Consultato 11/10/2025.
