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questa è "Minuti di Politica", la newsletter che ogni settimana prova a spiegare un concetto politico e a mostrarne le conseguenze nella realtà di oggi — con un linguaggio semplice, ma senza rinunciare alla profondità.

Minuti di Politica” segue sempre la stessa struttura: una citazione per introdurre l'argomento, la parola - un concetto per cominciare, poi l’Italia e infine il mondo.

In questo numero parleremo di separatismo: partiremo da una rivoluzione nata per soldi e cercheremo di capire quali sono gli obiettivi e le finalità dei movimenti separatisti e come si collegano alle minoranze. Vedremo poi come il separatismo applicato può essere di sinistra, di destra e bi-partisan. In Italia, la destra lo ha pianificato a partire da una comunità immaginata, mentre in Spagna ha assunto connotati di sinistra o, addirittura, ha raccolto consensi da tutto l'arco ideologico.

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(come sempre, pochi minuti ben spesi in politica.)

La citazione

Noi, pertanto, rappresentanti degli Stati d’America, riuniti in Congresso generale, appellandoci al Supremo Giudice dell’universo quanto alla rettitudine delle nostre intenzioni, solennemente proclamiamo e dichiariamo, in nome e per autorità dei buoni Popoli di queste Colonie, che queste Colonie Unite sono, e devono di diritto essere Stati liberi e indipendenti; che sono disciolte da ogni dovere di fedeltà verso la Corona britannica e che ogni vincolo politico fra di esse e lo Stato di Gran Bretagna è e dev’essere del tutto reciso; e che quali Stati Liberi e Indipendenti, esse avranno pieno potere di muovere guerra, di concludere la pace, di stipulare alleanze, di regolare il commercio, e di compiere tutti quegli altri atti che gli Stati Indipendenti possono di diritto compiere. E a sostegno della presente Dichiarazione, con ferma fiducia nella protezione della Divina Provvidenza, noi offriamo reciprocamente in pegno le nostre vite, i nostri averi e il nostro sacro onore.

Dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti d'America

La parola

Separatismo

Gli Stati Uniti d'America oggi sono lo Stato più potente del mondo ma hanno cominciato la loro ascesa da ribelli, con una rivoluzione: tredici colonie britanniche, con un milione e mezzo di abitanti, caratterizzate da un comune sentimento crescente di distanza dalla madrepatria.

Gli abitanti delle colonie era commercianti in cerca di fortuna, speculatori, realisti in fuga dalla rivoluzione inglese e mercanti di uomini che avevano trasferito 300.000 schiavi dall'Africa al nuovo mondo. Tra di loro, anche i "padri pellegrini" che sognavano di creare una nuova società e una nuova Chiesa nel nuovo mondo; la loro base era il Massachussets.

Inizialmente, i coloni si sentivano sudditi della corona britannica e, dal punto di vista politico, i loro riferimenti erano gli schieramenti della madrepatria, con cui il rapporto era molto stretto, almeno a livello ideale.

Londra incoraggiava la migrazione in America: avere più coloni rafforzava il dominio della corona ed era un vantaggio contro la Francia e la Spagna, le altre potenze impegnate a colonizzare l'America del Nord. In cambio di protezione militare e del riconoscimento di alcune autonomie politiche, la Gran Bretagna godeva di una serie di privilegi commerciali nei rapporti con le colonie, tra cui:

  • solo le navi britanniche potevano attraccare nei porti del Nord America;

  • tutte le merci per le colonie dovevano passare per l'Inghilterra;

  • le colonie potevano vendere i loro prodotti solo nei mercati inglesi;

  • le colonie non potevano sviluppare liberamente l'industria e fare concorrenza a Londra.

L'equilibrio cambiò quando re Giorgio III adottò una serie di provvedimenti nel 1763, quali:

  • il divieto di trasferirsi verso Ovest;

  • il divieto di intrattenere rapporti con gli indiani d'America; solo la corona avrebbe potuto intavolare discussioni con loro;

  • lo Sugar Act una tassa sull'importazione dello zucchero dai Caraibi francesi. Per le colonie significava un aumento dei costi di produzione del rhum;

  • lo *Stamp Act: una tassa sugli atti ufficiali e sulle pubblicazioni.

Queste misure alimentarono e moltiplicarono tensioni e tumulti per circa dieci anni: la corona cancellava una tassa o un provvedimento per introdurne altri. La goccia che fece traboccare il vaso arrivò nel 1773, quando Londra concesse alla Compagnia delle Indie Orientali il monopolio sulla vendita del tè. A dicembre dello stesso anno, a Boston, un gruppo di coloni travestiti da indiani, i "Figli della libertà", gettò in mare il carico di tè che proveniva dalla Gran Bretagna. Questo evento, passato alla storia come Boston Tea Party aprì le ostilità tra le tredici colonie e la madrepatria. Da quella ribellione nacquero gli Stati Uniti d'America.

La definizione di separatismo

Il separatismo è il moto, prima emotivo, poi politico, che spinse gli abitanti delle tredici colonie a ribellarsi contro la Gran Bretagna. In termini pratici, il separatismo indica l'azione di un gruppo che vuole:

  • separarsi da un'entità più grande,

  • fondare un nuovo Stato;

  • unirsi a uno Stato esistente2.

I movimenti separatisti nascono spesso da due leve principali: il desiderio di autonomia e la richiesta di riconoscimento di un'identità culturale, nazionale, etnica o religiosa. Come nel caso americano, contano anche i motivi economici.

Il separatismo è spesso collegato al tema delle minoranze, cioè gruppi che hanno meno controllo e potere rispetto alla maggioranza. Le minoranze presentano cinque caratteristiche3:

  • trattamento iniquo dei membri rispetto alla maggioranza;

  • presenza caratteristiche fisiche o culturali distintive;

  • appartenza a uno Stato o a un'entità politica contro la propria volontà;

  • consapevolezza della propria situazione di subordinazione;

  • tendenza a sposarsi prevalentemente all'interno dello stesso gruppo.

Le minoranze possono nascere in modi diversi:

  • attraverso processi di migrazione, come successo con gli afroamericani negli Stati Uniti;

  • annessione territoriale, come per la Cecoslovacchia durante il nazismo;

  • colonialismo, come tutti i territori occupati dalle potenze coloniali.

Storicamente, le minoranze hanno subito persecuzioni che vanno dallo sterminio all'espulsione, dalla segregazione all'assimilazione forzata.

Durante l'ultimo secolo però, è aumentato il numero delle minoranze che sono riuscite a riprendere il controllo del proprio destino. Si pensi a tutte le nazioni che, dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, sono diventati Stati liberandosi dalle loro colonie.

Il separatismo ha consentito a questi popoli e a queste nazioni di riguadagnare autonomia, potere e controllo. D'altro canto, ha creato tensioni, conflitti e guerre.

Italia

Una comunità immaginata di destra

Superando l'esempio americano, il sentimento alla base del separatismo in alcuni contesti può dare vita a quella che Benedict Anderson definisce una "comunità immaginata"4. Se da un lato, infatti, questo può alimentare il risveglio collettivo, il segnale di una nuova coscienza nazionale o di minoranza, dall'altro può anche diventare un pretesto per inventare identità e nazioni "a tavolino", artificiali, costruite più per convenienza che per storia5.

Probabilmente negli anni '80, quando Umberto Bossi usciva di casa con una valigetta da dottore, dicendo alla sua prima moglie: "Ciao amore, vado in ospedale", si dedicava a pianificare minuziosamente la sua comunità immaginata: la Padania. Infatti, Bossi non solo non lavorava come medico in ospedale, ma non si è neanche mai laureato in medicina6.

La pianificazione della comunità immaginata di Bossi, il suo sforzo intellettuale da separatista, anticipò le tensioni e i fenomeni che l'Italia e il mondo avrebbero attraversato negli anni successivi. Nella visione di Bossi i nemici della Padania, il suo Nord ideale, erano due: la partitocrazia romana e gli stranieri, variamente intesi.

L'autonomia del Nord era quindi la soluzione per liberarsi della burocrazia e del potere dei partiti tradizionali.

Bossi intuì che molti cittadini erano stanchi dell'inefficienza (vera o presunta) dei partiti e che questa insofferenza era una questione che, ai giorni nostri, alcuni definirebbero "né di destra né di "sinistra"7.

Le "scelte di Roma" avevano oppresso e distrutto la Padania. Tra queste, una delle più gravi, era quella di mantenere lo Stato sociale, che lui chiamava "assistenziale" o "pianificatore"8 , responsabile, a suo dire, di un'Italia unita solo dai trasferimenti dal Nord produttivo al Sud assistito.

Il separatismo di Bossi e della Lega Nord ha vissuto varie fasi: federalismo, devolution e secessione. Durante la fase federale, Bossi coinvolse anche Gianfranco Miglio, professore e teorico della divisione dell'Italia in tre macro-regioni Nord, Centro e Sud. Tuttavia quando Bossi preferì trattare direttamente con lo Stato Centrale, decise di accantonare sia la proposta che Gianfranco Miglio9.

I sentimenti alla base della comunità immaginata di Bossi si sono evoluti assieme alla storia del nostro Paese. Per quanto riguarda le varie declinazioni di razzismo, ad esempio, Bossi fu un precursore sfruttando l'iniziale sentimento antimeridionalista10 diffuso al Nord negli anni '80, rivolgendolo poi contro i migranti stranieri. Negli anni '90, infatti, i nuovi flussi migratori verso il Nord non provenivano più solo dal Sud, ma anche dall'estero. Le sue invettive quindi colpivano non solo gli italiani in cerca di riscatto, ma anche i lavoratori e i rifugiati che arrivavano da altre parti del mondo.

I media contribuirono ad alimentare quella campagna, associando immigrazione e criminalità. Ma in realtà, anche all'epoca, la quota di migranti in Italia era inferiore rispetto a molti Paesi europei11.

Dopo oltre un decennio dalla pianificazione della sua comunità immaginata, l'area più ricca e industrializzata del Paese, Bossi aveva raccolto un successo insperato. Tuonava contro "l'oppressione" romana, sostenendo che i popoli padani non dovessero scendere a patti finchè i loro diritti non fossero stati riconosciuti. Nel 1997, Bossi, diventato ormai Segretario Federale e Onorevole della Repubblica italiana, spronava i suoi con le stesse parole di William Wallace, il Braveheart di Mel Gibson: "possono toglierci anche la vita (...) ma non ci possono togliere mai, mai più la libertà della Padania"12.

Mondo

Separatismo di sinistra e bipartisan: baschi e catalani

Mentre in Italia il separatismo ha una connotazione prevalentemente di centro destra, in Spagna ha assunto diverse sfumature, dalla sinistra marxista dell'ETA fino a diventare un tema bipartisan come in Catalogna.

In generale, la popolarità dei sentimenti separatisti nelle varie zone della Spagna si è rafforzata durante la dittatura di Francisco Franco (1939-1975), che soppresse forzatamente culture regionali, i linguaggi e le identità regionali13. L'accentramento del potere a Madrid alimentò infatti i moti separatisti e rafforzò il consenso che otteneva dalla popolazione.

Nei Paesi Baschi, regione a Nord della Spagna che si affaccia sull'Oceano Atlantico, nel 1959 nacque Euskadi Ta Askatasuna "Paese basco e Libertà" meglio conosciuta come ETA, un'organizzazione separatista che ha fatto largo uso del terrorismo.

Dal 1969 al 2004, l'ETA ha provocato circa 800 vittime in tutta la Spagna14: politici, militari, agenti di polizia e civili. Uno degli attentati più gravi avvenne nel 1987 a Barcellona, quando un'autobomba esplose nel parcheggio di un centro commerciale, l'Hipercor, uccidendo 21 persone e ferendone 45.

Come anticipato, in Spagna le rivendicazioni separatiste hanno superato le divisioni politiche, come dimostrato dal caso del movimento indipendentista catalano, che ha raccolto consensi trasversali, tanto a destra come a sinistra.

Come nei Paesi Baschi, anche la Catalogna e la sua capitale, Barcellona, hanno subito la repressione culturale di Franco. A differenza dei baschi, più orientati alla secessione dalla Spagna, i catalani chiedevano soprattutto un maggior grado di autonomia dallo Stato centrale15.

La Generalitat Catalana, l'equivalente di una nostra Regione, dispone di ampie competenze autonome e di risorse economiche significative, data la ricchezza del territorio. Può contare addirittura sul supporto di proprie forze di polizia, i Mossos d'Esquadra che, a parte qualche competenza, sostituiscono i corpi di polizia nazionale.

Secondo un orientamento, la crisi economica del 2008-2011, che travolse gran parte dell’Europa mediterranea, fu la scintilla che riaccese il malcontento catalano e radicalizzò le richieste di indipendenza.

Le élite catalane, di ogni orientamento politico, hanno alimentato l'idea che una Catalogna forte, indipendente e autonoma dal governo centrale di Madrid, sarebbe stata più ricca e avrebbe garantito maggiore prosperità ai suoi cittadini. Una parte significativa dell'elettorato catalano ha abbracciato questa visione e ha sostenuto le posizioni indipendentiste dei suoi leader politici.

Nel 2017 la situazione raggiunse un punto di rottura. La Catalogna organizzò un referendum per l'indipendenza che, la magistraturà spagnola dichiarò illegale. Tuttavia, domenica 1 ottobre 2017, si recarono alle urne in una situazione di altissima tensione. Nei seggi, la polizia nazionale, la guardia civil, tentò di bloccare il voto, ostacolata sia da alcuni cittadini, che dalla polizia regionale i Mossos d'Esquadra.

Nei giorni successivi, i magistrati spagnoli accusano i leader catalani, di destra e di sinistra, di ribellione, sedizione e malversazione17 . L'allora Presidente della Catalogna, Carles Puidgemont, scappò in Belgio per non farsi arrestare, mentre gli altri dirigenti politici vennero incarcerati. Eletto eurodeputato nel 2019 e candidato ed eletto nel 2024 consigliere regionale della Catalogna, non ha preso possesso di quest'ultimo seggio, dato che su di lui pende un mandato di cattura.

In Catalogna, le spinte separatiste sono ancora consistenti anche se, a quanto pare, non hanno lo stesso vigore del 2017-2018.

Chi sono

Mi chiamo Stefano Salvatore, sono di Bari e vivo e lavoro a Milano, non per scelta, ma per amore. Faccio un lavoro di quelli che non si riescono a spiegare ai nonni che riguarda l'associazionismo, la politica e l'innovazione. Ho iniziato ad appassionarmi alla politica tra i banchi di scuola, leggendo i giornali che distribuivano gratis in classe e in una sezione di partito a Bari Vecchia.

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Note

1 Per tutta questa prima parte mi sono rifatto a: Vidotto, Vittorio. Sabatucci, Giovanni. Storia contemporanea - L'Ottocento. Giuseppe Laterza e figli. Edizione 2009. Bari.

2 Definizione generata dall'Intelligenza artificiale basata su: International Encyclopedia of the Social & Behavioral Sciences (Second Edition), 2015. Indirizzo: https://www.sciencedirect.com/topics/social-sciences/separatism. Consultato: 18/10/2025.

3 Schaefer, Richard T. Minorities. In International Encyclopedia of the Social & Behavioral Sciences (Second Edition), 2015. Schaefer, Richard T. Indirizzo: https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/B9780080970868320918. Consultato: 18/10/2025.

4 Anderson, Benedict. Imagined Communities 1983. Edizione 2016. Verso. Londra e New York.

5 Ibidem. L'autore sostiene che tutte le comunità sono immaginate perchè anche i membri della nazione più piccola non conosceranno mai tutti gli altri membri e forse neanche la metà di loro. Tuttavia nelle loro menti si formerà un'immagine della loro comunione.

6 Stella, Gian Antonio. Bossi, in Europa il fratello e il figlio del Senatúr. Corriere della Sera. 11 novembre 2004. Indirizzo: https://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2004/11_Novembre/11/bossi_stella.shtml. Consultato: 18/10/2025.

7 Pinto, Claudia. Tesi in Teoria e Storia dei movimenti e dei partiti politici. Dall’autonomismo al sovranismo: l’evoluzione della Lega Nord. 2020-2021. Università LUISS.

8 Bossi, Umberto. Intervento del Segretario Federale Onorevole Umberto Bossi - 3 Congresso Federale Lega Nord - 16 febbraio 1997. Indirizzo: https://www.leganord.org/phocadownload/ilmovimento/Presidente_Federale/discorsi_assemblee/1997_16febbraio.pdf. Consultato: 18/10/2025.

9 Signore, Adalberto. "Onoriamo il padre del federalismo" La Lega rilancia la crociata di Miglio. Il Giornale. 11 agosto 2008. Indirizzo: https://www.ilgiornale.it/news/onoriamo-padre-federalismo-lega-rilancia-crociata-miglio.html. Consultato: 18/10/2025.

10 Biorcio, Roberto. La rivincita del Nord. La Lega dalla contestazione al governo. In Pinto, Claudia. Op.cit. p.18.

11 Ibidem

12 Bossi, Umberto. Op. cit. p.9

13 Carlisle, Rodney P. (General Editor). Voce Encyclopedia of Politics - The Left and The Right. Volume 2: The right. 2000. Sage Publications Ltd. Londra. P.545

14 Ibidem.

15 Ibidem.

16 Jaráiz, E. , Cazorla, Á. and Rivera, J. (2019) The New Components of Catalan Nationalism. Open Journal of Political Science, 9, 163-188. doi: 10.4236/ojps.2019.91009. Consultato: 18/10/2025.

17 Redazione. BBC Mundo. Rebelión, sedición, malversación: de qué acusan exactamente en España a Carles Puigdemont y los otros miembros del destituido gobierno de Cataluña. Indirizzo: https://www.bbc.com/mundo/noticias-internacional-41870218. Consultato: 18/10/2025.

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